Attualità - 30 ottobre 2026, 16:44

Festival della Scienza - La scienza disegnata in diretta: i giovani dell'ISIA di Urbino raccontano le conferenze a colpi di matita

Tra ironia, lavoro di squadra e tratto immediato, un gruppo di giovani illustratori traduce concetti complessi in un linguaggio immediato e accessibile: “Così rendiamo i concetti comprensibili a tutte e tutti”

Tradurre la complessità della ricerca scientifica in immagini immediate, fresche e veloci, capaci di parlare a un pubblico vasto. 

È questo l'obiettivo del team di giovani illustratori dell'ISIA di Urbino - istituto universitario dedicato alle discipline artistiche, alla grafica, all'editoria e alla fotografia - protagonisti al Festival della Scienza di Genova con l'attività di scribing, ovvero la realizzazione di appunti visivi dal vivo durante gli incontri.

La collaborazione tra l'istituto marchigiano e la manifestazione genovese prosegue da oltre dieci anni. A guidare il gruppo è Niccolò Cedeno, romano, già studente e scriber tra il 2019 e il 2021 e oggi tornato nelle vesti di tutor, affiancato dalle nuove leve selezionate per questa edizione: Sofia Mori da Parma, Anna Minneci da Catania, Martino Baraldi da Bologna, Diego Scaglioni da Fano, Ludovica Boemio da Roma, Giovanni Cenacchi da Bologna e Federico Seves da Genova.

Lungi dal ridursi a una semplice trascrizione figurata, lo scribing è una vera e propria sintesi concettuale in tempo reale. A spiegarne il significato è Anna Minneci: “Lo scribing è una sintesi di ciò che sentiamo durante le conferenze. Ci gestiamo usando l'illustrazione, ma anche delle frasi che in breve riescono a cogliere i concetti principali, cercando di utilizzare un tono ironico e di trovare dei significati ulteriori a ciò che ascoltiamo. L'obiettivo di tutto ciò è rendere le conferenze comprensibili da un pubblico vasto e adatte a tutti".

Un lavoro che richiede attenzione e capacità di sintesi, ma anche una buona dose di intuizione. Prima di tradurre un concetto in un'immagine bisogna naturalmente comprenderlo. Eppure, raccontano, non si sono trovati davanti a particolari difficoltà: merito anche della capacità dei relatori di utilizzare un linguaggio accessibile e della possibilità di affidarsi all'ironia per rendere più semplici argomenti complessi. Lo ribadisce Sofia Mori: “Un ruolo importante lo gioca il gioco di squadra: c'è una divisione dei ruoli durante lo scribing, non si è da soli, siamo di solito in una squadra di quattro persone. Il fatto di essere in squadra e lavorare tutti insieme ti permette di unire le forze e arrivare a un pensiero comune per rendere in modo il più possibile concreto ed efficace il concetto a livello visivo”.

A differenza dei progetti grafici tradizionali, che richiedono lunghe ore di lavoro in laboratorio, la performance dal vivo impone un ritmo incalzante: “Tante volte come illustratori e grafici davanti a un disegno o a un progetto si lavora per tante ore, mentre qua, essendo una cosa da fare in diretta, va bene 'buona la prima': si cerca di avere l'idea migliore il prima possibile, senza rimuginarci sopra”.

Il fatto di non conoscere in anticipo nei dettagli i contenuti degli interventi consente inoltre di cogliere spunti e sfumature inattese: “Il bello di non sapere esattamente ciò di cui si parlerà è che da esterni riusciamo a cogliere delle soluzioni ironiche che magari non verrebbero in mente conoscendo bene l'argomento. A volte anche solo una definizione tecnica dal nome simpatico la trasformiamo subito in un personaggio o in una vignetta”.

La dimensione della diretta rappresenta, del resto, una delle caratteristiche più interessanti di questa attività. Per chi è abituato a lavorare per ore su un progetto grafico, lo scribing impone un ritmo diverso. E il riscontro arriva immediatamente, sia dal pubblico sia dai relatori. Un confronto prezioso perché permette di ricevere osservazioni anche da persone che non appartengono abitualmente al mondo dell'illustrazione, della grafica e dell'editoria.

Tra gli argomenti affrontati, quest'anno l'intelligenza artificiale ha avuto un ruolo particolarmente importante, tanto da far moltiplicare i robot sulle tavole da disegno. "Ne abbiamo disegnati davvero una quantità industriale”, scherzano. Ma una delle esperienze più suggestive per il gruppo è stata la sessione al Teatro tra Fisica e Musica, come ricorda Ludovica Boemio: “La cosa più bella che abbiamo fatto in questi giorni è stata l'esibizione al Teatro tra Fisica e Musica, dove hanno unito la spiegazione di come è fatto l'universo, andando nel dettaglio degli atomi e del nucleo, a una parte musicale con l'orchestra che ci spiegava la musica scomponendo una traccia di Mozart. È stato divertentissimo da disegnare: l'abbiamo fatto in tre, seduti a teatro”.

Il lavoro svolto dai ragazzi suscita spesso la meraviglia e il plauso degli stessi scienziati e relatori. Cedeno ricorda un episodio legato all'astrofisico Ferdinando Patat: “Era già venuto al festival e l'ultima volta c'ero io che gli avevo fatto lo scribing. Si è ricordato e mi ha detto di avere lo scribing incorniciato in ufficio. Fa molto piacere”.

Un altro riscontro positivo è arrivato dalla ricercatrice Antonella Fioravanti che ha particolarmente colpito Seves: “Sull'intervento di Antonella Fioravanti ci ha fatto i particolari complimenti per alcune vignette. È molto carino perché vedi che il relatore fa caso alle cose, guarda i dettagli e ti senti molto bene, perché vuol dire che viene apprezzato sia il lavoro sia la complessità che c'è dietro”. 

C'è poi un aspetto curioso: talvolta i relatori chiedono ai ragazzi se conoscessero già gli argomenti delle conferenze, convinti che dietro certe sintesi grafiche ci sia una preparazione specifica. In realtà, proprio lo sguardo esterno può diventare un valore aggiunto. “Non sapere esattamente di cosa si parlerà permette di trovare soluzioni ironiche che magari non verrebbero in mente conoscendo già molto bene l'argomento. Anche una definizione tecnica dal nome simpatico può trasformarsi subito in un personaggio o in una vignetta”.

È forse questa la forza dello scribing: non sostituire la parola scientifica, ma affiancarle un altro linguaggio, capace di avvicinare il pubblico a ciò che altrimenti potrebbe sembrare distante o difficile. Perché, a volte, un disegno ben riuscito riesce a fissare nella memoria un concetto complesso molto più di una lunga spiegazione.

Isabella Rizzitano - Chiara Orsetti