AGGIORNAMENTO ORE 12,30: I cortei si sono riuniti a poca distanza da varco Albertazzi, chiuso dai portuali, e tanta gente sta raggiungendo il punto di concentramento.
AGGIORNAMENTO ORE 11,30: Continua la grande mobilitazione per lo sciopero generale di oggi. Dopo l'incontro tra il corteo dell'USB assieme agli studenti e una rappresentanza del Calp, un terzo corteo, proveniente da Sampierdarena, si è unito ai due già in atto all'altezza del Terminal Traghetti.
Il varco Albertazzi al momento è chiuso.
AGGIORNAMENTO ORE 11,15: Il gruppo studentesco a cui si sono unite altre migliaia di persone ha raggiunto la zona di Dinegro dove ad attenderli era presente una delegazione del Calp. La manifestazione sta proseguendo in direzione del Varco Albertazzi.
AGGIORNAMENTO ORE 10,45: Il corteo degli studenti ha lasciato piazza Acquaverde e si sta dirigendo verso il varco portuale dove sono presenti i lavoratori del Calp.
Studenti e studentesse da una parte, lavoratori del porto dall’altra.
Un corteo che si unisce per dire no alla guerra e per ribadire le difficoltà che la società sta affrontando con persone sempre più povere, il diritto alla casa e alla salute non garantiti e politiche sociali che minano la società stessa.
La grande mobilitazione di oggi con lo sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (Usb) sta portando in piazza migliaia di persone.
Dopo i primi blocchi portuali arrivati questa mattina, intorno alle 9,30, gli studenti hanno invaso via Balbi e l’hanno percorsa con slogan contro il governo Meloni e contro le scelte dell’esecutivo in tema di istruzione, sanità e guerre.
Poco dopo le 10 i due cortei si sono riuniti in piazza Acquaverde, dove è previsto il concentramento prima dell’avvio della grande marcia verso il porto.
Matilde Peristinotto, portavoce degli studenti, ha ribadito qual è il loro punto di vista: “Gli studenti chiedono basta finanziamenti alla guerra e più finanziamenti alla scuola. Le scuole sono diventate delle caserme sia per tutte le riforme del governo Meloni, quindi reazionarie, razziste, eccetera. Quello che emerge più di tutto è un definanziamento totale di ogni settore pubblico, scuola compresa, quindi al fianco dei lavoratori che sentono questa crisi tanto quanto noi, questo carovita e al fianco dei nostri insegnanti. Come studenti chiediamo finanziamento alla scuola pubblica, conversione dei 14 miliardi nella guerra al settore pubblico e basta con le politiche di stampo fascista, razziste come il nuovo decreto della scuola e a tutte le politiche reazionarie che ci chiudono spazi di dibattito e ci impediscono di vivere la scuola come dovremmo”.
Sull'impatto generazionale della crisi e sul legame diretto tra scuola e mondo del lavoro, la portavoce ha ribadito: “Siamo i lavoratori di domani, lo vediamo già con i nostri genitori che fanno fatica ad arrivare a fine mese, con le scuole in cui manca personale, con gli insegnanti che vivono uno stato di sfruttamento e precarietà e lo vediamo perché saremo noi quelli che lavoreranno domani e quelli che subiranno questo caro vita tanto quanto gli insegnanti oggi”.
La manifestazione degli studenti si salda direttamente con il presidio dei lavoratori portuali del Calp (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali. Il rappresentante dei portuali Josè Nivoi ha ribadito con fermezza l'intenzione di proseguire le azioni di protesta e il blocco all'interno dello scalo commerciale: “Oggi bloccheremo tutto, poi partiremo in corteo, entreremo dentro il porto perché il porto è casa nostra, perché sta diventando sempre più casa dei fondi finanziari di chi sta in Svizzera, di chi sta a Singapore o di chi sta a Taiwan”.
I DETTAGLI DELLO SCIOPERO
La mobilitazione genovese ha preso il via alle 9.30 al Varco Albertazzi, dove si concentreranno i lavoratori portuali per dare inizio alle iniziative di protesta e ai blocchi annunciati. Alle 10 un secondo concentramento davanti alla stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe, con la partecipazione delle altre categorie di lavoratori e degli studenti.
Intorno alle 12, i due gruppi dovrebbero confluire in piazzale Iqbal Masih, nell'area del Terminal Traghetti, per un'iniziativa congiunta dalla quale prenderà forma il corteo cittadino. La manifestazione attraverserà successivamente le strade del centro, con possibili rallentamenti e disagi alla circolazione, in particolare nelle zone di accesso al porto e lungo il percorso dei manifestanti.
La protesta genovese si inserisce in una mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali promossa con lo slogan "Dockworkers do not work for war". Secondo gli ultimi dati diffusi da Usb, l'iniziativa coinvolge 113 porti in 22 Paesi e regioni, distribuiti su cinque continenti, con l'adesione di oltre 25 organizzazioni sindacali. Al centro delle rivendicazioni ci sono il rifiuto del traffico di armamenti attraverso gli scali commerciali, le condizioni di lavoro, il potere d'acquisto dei salari e l'opposizione alle politiche di riarmo.
Alla mobilitazione aderisce anche Music for Peace, che ha rivolto un appello alla partecipazione di lavoratori, studenti, famiglie, associazioni e cittadini. L'organizzazione umanitaria genovese ha ribadito il proprio impegno contro la guerra, richiamando l'articolo 11 della Costituzione e chiedendo che maggiori risorse vengano destinate alla scuola, alla sanità e al lavoro. "La pace non si delega", è il messaggio rilanciato dall'associazione, che ha richiamato anche la situazione della popolazione civile a Gaza e le difficoltà nell'accesso agli aiuti umanitari.