È genovese l'unica azienda italiana intervenuta al forum internazionale Shipping Canary Islands 2026, organizzato da Oneport Canarias il 29 e 30 ottobre a Las Palmas de Gran Canaria. Si tratta di Scenario, società tecnologica specializzata in sistemi di simulazione, che ha portato al centro del confronto il tema della sicurezza nelle operazioni portuali e dell'addestramento degli operatori attraverso tecnologie capaci di riprodurre situazioni di rischio.
A rappresentare l'azienda ligure è stata Adriana Suárez, responsabile Sales, Marketing e Academy di Scenario, con un intervento dedicato alle nuove strategie di formazione per le attività ad alto rischio. Un tema particolarmente attuale per i porti delle Canarie, dove la crescita dei traffici commerciali e crocieristici comporta un'intensificazione delle operazioni logistiche e dei servizi di rifornimento navale.
Al centro della relazione, il ruolo del fattore umano negli incidenti marittimi. Secondo una stima richiamata durante l'incontro, circa l'80% degli incidenti presenta una componente riconducibile all'errore umano. Una percentuale che varia a seconda degli studi e delle tipologie di sinistro considerate, ma che mette in evidenza l'importanza della preparazione del personale nella prevenzione dei rischi.
"La simulazione non elimina il rischio, ma permette di ridurre la probabilità che un errore si trasformi in un danno - ha spiegato Suárez -. Consente di affrontare situazioni complesse prima che queste si verifichino realmente, abituando gli operatori a prendere decisioni anche in condizioni di forte pressione".
I simulatori permettono infatti di ricreare situazioni difficilmente riproducibili durante le normali attività portuali, dalle manovre in condizioni critiche alla gestione delle emergenze, senza esporre il personale a pericoli reali e senza interrompere le operazioni dei terminal.
Durante la presentazione è stato analizzato anche un incidente realmente avvenuto nel corso di una movimentazione portuale, quando un operatore, non avendo individuato correttamente la posizione del gancio di una gru, aveva provocato danni alle attrezzature. Un episodio utilizzato per spiegare come gli errori possano dipendere da diversi fattori e quanto l'addestramento possa essere importante anche per il reinserimento lavorativo dopo periodi di inattività.
Tra le esperienze illustrate dalla società genovese figura una cabina di simulazione realizzata per il Training Center di MSC a Piano di Sorrento, esempio concreto dell'applicazione di queste tecnologie alla formazione nel settore marittimo.
Ma la tecnologia, da sola, non basta. Un altro aspetto affrontato da Suárez riguarda infatti la preparazione degli istruttori, chiamati non soltanto a utilizzare i simulatori, ma anche a valutare le prestazioni degli operatori e ad analizzare gli errori commessi durante le esercitazioni.
In questo ambito Scenario propone, attraverso la propria Academy, corsi per istruttori basati sul modello IMO 6.10, con un programma certificato da DNV. L'obiettivo è affiancare all'innovazione tecnologica un metodo didattico capace di migliorare concretamente la preparazione del personale.
Il confronto di Las Palmas ha inoltre evidenziato il legame tra sicurezza e sostenibilità ambientale. Per i porti delle Canarie, impegnati a consolidare il proprio ruolo nei collegamenti tra Europa, Africa e Americhe, l'aumento dei traffici commerciali, delle operazioni legate ai combustibili e del turismo crocieristico rende sempre più importante prevenire incidenti che potrebbero avere conseguenze non soltanto sulle persone e sulle infrastrutture, ma anche sull'ambiente marino.
Un tema che riguarda l'intero settore portuale, compresi gli scali liguri, dove gli investimenti in nuove infrastrutture e automazione devono procedere insieme all'aggiornamento delle competenze professionali.
"Il futuro dello shipping non dipenderà soltanto da infrastrutture migliori, gru più efficienti e tecnologie più avanzate - ha concluso Suárez - ma anche dalla capacità di preparare le persone chiamate a farle funzionare".