Genova - 01 novembre 2026, 08:00

Medio Ponente, è polemica sul decentramento. L'opposizione: "Interpellanza bocciata, proclami senza sostanza"

I consiglieri di minoranza hanno richiesto chiarimenti sui tempi della riforma: "Evidentemente porre questa domanda sarebbe troppo scomodo"

La riforma del decentramento torna al centro del confronto politico nel Municipio VI Medio Ponente. I consiglieri di minoranza denunciano la bocciatura, da parte della maggioranza, di un'interpellanza con cui intendevano chiedere chiarimenti alla sindaca Silvia Salis e all'assessore Patrone sullo stato di avanzamento del progetto. Una vicenda che ha suscitato le critiche dell'opposizione, secondo cui sarebbe venuta meno un'occasione per fare il punto su uno degli impegni principali assunti durante la campagna elettorale.

"L'interpellanza alla sindaca per comprendere l'attuazione del decentramento", spiegano i consiglieri di minoranza, era stata presentata per conoscere, a oltre 500 giorni dal programma politico e dopo il Consiglio monotematico di marzo 2026, "l'iter procedurale ed esecutivo della riforma e il definitivo cronoprogramma". Secondo quanto riferito dagli stessi firmatari, l'iniziativa sarebbe stata "bocciata dalla maggioranza del Medio Ponente". "Evidentemente porre questa domanda alla sindaca e all'assessore Patrone sarebbe troppo scomodo", dichiarano i rappresentanti dell'opposizione, secondo i quali "di fatto nulla o poco è stato effettivamente fatto per tale riforma che tanto era sbandierata in sede di campagna elettorale".

L'interpellanza, che porta le firme di tutta l'opposizione - Federica Minarelli e Enrico Valli (Vince Genova), Teresa Lapolla, Alessandro Laguzzi e Ervis Lala (Fratelli d'Italia), Nunzio Rondoni, Roberto Ruggiero e Riccardo Caviglia (Forza Italia) e Maurizio Amorfini (Lega) -, chiedeva di fare il punto sul percorso di trasferimento di competenze, risorse economiche e personale ai nove Municipi genovesi. Nel documento viene ricordato l'impegno assunto in campagna elettorale dalla sindaca Salis ad avviare la riforma entro i primi cento giorni dall'insediamento, termine ormai ampiamente superato.

I firmatari richiamano anche il Consiglio municipale monotematico dello scorso marzo, durante il quale l'assessore Patrone aveva illustrato le linee di indirizzo e le fasi previste per l'attuazione del decentramento. Secondo quanto sostenuto nell'interpellanza, a distanza di diversi mesi non si sarebbero ancora registrati atti deliberativi concreti o trasferimenti effettivi di funzioni, risorse e personale a favore delle strutture municipali. "Ricordiamo che sette Municipi su nove sono governati dal centrosinistra e pertanto condividono la stessa linea programmatica e di visione su questa riforma", proseguono i consiglieri, sottolineando come, nonostante questa convergenza politica, "evidentemente chiedere ufficialmente i prossimi passi risulta sconveniente".

La questione riguarda anche le possibili ricadute sulla gestione quotidiana dei quartieri. Nell'interpellanza viene infatti evidenziato il rischio che i ritardi nel rafforzamento dell'autonomia municipale possano penalizzare i servizi di prossimità, dalle manutenzioni ordinarie alla cura del verde pubblico, fino ai servizi sociali territoriali.

Da qui la richiesta, avanzata dall'opposizione, di conoscere le ragioni dei ritardi e soprattutto un cronoprogramma definitivo per l'approvazione degli atti necessari a rendere operativa la riforma. "Noi però riteniamo giusto non tacere, ma fare sapere che, ancora una volta, assistiamo a proclami senza sostanza", concludono i consiglieri di minoranza.

C.O.


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