Sport - 02 novembre 2026, 08:07

De Rossi, si gode il ritrovato Genoa: "Ho giocatori con teste pulite e cuori grandi. La scintilla? Merito di tutto l'ambiente"

Nove punti in tre gare, il tecnico non nasconde la soddisfazione ma niente appagamento: "Abbiamo svoltato in positivo, ma farlo nel verso opposto è un attimo. Dobbiamo continuare ad avere fame"

Tre vittorie consecutive, nove punti conquistati in una settimana e un Genoa che, dopo il difficile avvio di stagione, ha cambiato passo. Daniele De Rossi si gode il successo del "Via del Mare", ma dalla sala stampa sceglie ancora una volta di tenere alta l'asticella. 

Il 2-1 sul Lecce vale la terza vittoria di fila e porta il Grifone a quota 13 punti, ma per il tecnico rossoblù non è ancora il momento di guardare troppo lontano. 

La parola chiave è una sola: fame. E accanto ad essa equilibrio, consapevolezza e fiducia in un gruppo che, secondo il tecnico, non ha mai smesso di credere nel proprio percorso.

"Siamo felicissimi, c'è grande soddisfazione - esordisce De Rossi - Dopo questi nove punti in tre partite (dalla Fiorentina alla Juve, ndr) il mio timore più grande era arrivare qui un po' più sazi. Invece nella prima mezz'ora abbiamo fatto le cose fatte bene. Poi abbiamo sbagliato un po' di uscite con la palla, siamo stati poco tranquilli, perché secondo me c'erano i presupposti per fare ancora male in contropiede e magari chiudere la partita".

Il Grifone ha però mostrato ancora una maturità diversa rispetto alle prime settimane. E proprio qui arriva De Rossi non attribuisce la svolta soltanto al solo pavoro dell'allenatore. Anzi, mette al centro il gruppo: "Ho lavorato più sulla testa dei giocatori che tatticamente, ma ci ho lavorato anche nelle prime cinque partite. Le teste dei giocatori non vanno allenate qui al Genoa perché sono teste pulite, teste meravigliose, cuori grandi. Sono giocatori che non ci hanno mai abbandonato. Questa è la forza principale di questa squadra e di questa comunità, che non ha mollato nel momento in cui forse era più facile farlo".

"La scintilla? A me l'ha accesa la società - ammette - perché è un calcio in cui se fai pochi punti nelle prime partite giocando contro Napoli, Lazio, Como, Frosinone, ti senti subito esonerato. Non sono stato confermato: sono stato convinto che volevano andare avanti con me, che credevano in me. Questa è stata una grande dimostrazione. Poi la scintilla la accende la città, la accende il Genoa, la accendono i Genoani. Dalle situazioni difficili ti tira fuori la squadra, ti tira fuori il gruppo. I tifosi ci hanno sempre accompagnato, oggi erano tantissimi, li abbiamo sentiti e ci hanno dato una spinta enorme".

Il tecnico, però, non vuole che le tre vittorie consecutive in una settimana, quattro nel complesso dalla pausa in poi, trasformino la classifica in una fonte di euforia. I 13 punti conquistati non cancellano quanto ancora resta da fare: "Quando eravamo a un punto in cinque partite abbiamo visto che i numeri non dicevano che questa fosse una squadra che meritava di stare lì, penultima in classifica. Le partite che abbiamo perso non le meritavamo di perdere. Questo non significa che adesso siamo diventati il Real Madrid. Non abbiamo fatto assolutamente niente. Con tredici punti si retrocede facile. Dobbiamo essere forti e onesti abbastanza da guardare i numeri. Abbiamo fatto nove punti in quattro partite, abbiamo ripreso un trend che cambia in un attimo, ma può cambiare anche al rovescio".

La parola d'ordine resta equilibrio, quindi. Ma anche onestà intellettuale: "Qualcosa che stiamo sicuramente ottenendo più di quello che meritiamo c'è, e quindi dobbiamo essere lucidi e intelligenti per capire che dobbiamo migliorare. Anche quando vinciamo dobbiamo migliorare qualcosa, altrimenti è un attimo che torni giù nelle sabbie mobili".

È il messaggio che De Rossi vuole consegnare al suo Genoa: la vittoria non deve interrompere il percorso di crescita. E la fame, appunto, non può venire meno. "Io ho tantissima fame, tantissima fame perché è un attimo. Il calcio è un po' bastardo da questo punto di vista. Siamo pari punti con squadre che vedevamo lontano un chilometro non un mese fa, ma una settimana fa. Abbiamo ripreso un trend che può cambiare velocemente, anche al rovescio, quindi dobbiamo continuare a lavorare".

Ora, però, arriva la parte più difficile: dare continuità alla rimonta: "Quando vinciamo dobbiamo migliorare qualcosa, altrimenti è un attimo che torni giù nelle sabbie mobili. Io vi prego di analizzare questa partita, di festeggiare, ma poi prepareremo la prossima partita. Non abbiamo fatto niente".

E il messaggio che De Rossi vuole lasciare al suoi è soprattutto uno: "È quello che ho detto tutti i giorni ai giocatori in settimana, anche a costo di diventare antipatico: dobbiamo continuare ad avere fame. Perché questa è la cosa più importante".


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