Sino al 10 giugno il "Che festival", organizzato dall’associazione Onlus Music for peace, terrà banco a Genova con la sua edizione 2018. Il prezzo del biglietto? Niente soldi, solo beni di prima necessità che i volontari doneranno alle loro missioni.
In via Balleydier, oltre naturalmente alla musica, la rassegna è animata da dibattiti, street food, laboratori per i più piccoli e tanto impegno. Un momento di divertimento, solidarietà e cultura. Come ogni anno il "Che festival" propone un ampio calendario di eventi: si passa dall'esibizione delle scuole di danza, a presentazioni di libri, dal cabaret a manifestazioni sportive, da attività di laboratorio per bambini ai concerti di artisti locali e non. Tutti insieme per collaborare ad un unico obiettivo: sensibilizzare il maggior numero di persone possibile.
Come "biglietto d'ingresso" i partecipanti sono chiamati a portare medicinali (antibiotici, antidolorifici, antinfiammatori, garze, guanti, cerotti); alimenti non deperibili (riso, farina, zucchero in confezioni da chilo, miele, tonno, legumi, pelati); prodotti per l'igiene (saponette, spazzolini, dentifrici, detersivi bucato e per la casa). Il materiale raccolto sarà consegnato personalmente dai volontari di Music for Peace a famiglie in difficoltà a Genova, Striscia di Gaza, Sudan.
E' molto di più di un festival di dieci giorni: ad oggi può vantare più di trenta interventi in tutto il mondo, 1500 tonnellate di generi di prima necessità raccolti, di cui 5 distribuite mensilmente alle famiglie del territorio locale. Tutto questo anche grazie ai 64 volontari che controllano, gestiscono ed imballano tutto il materiale raccolto.
Anche la sede del festival è unica nel suo genere: tutto completamente riqualificato con materiali di riciclo. A incorniciare il campo sportivo, i palcoscenici, le aree per i laboratori dei bambini e l’aula dibattiti ci sono gli stand artigianali che propongono sapori e colori non solo di Genova ma di tutto il mondo. In questi dieci giorni si dimostrerà l'importanza e la possibilità di poter stare e agire tutti insieme.
Stefano Rebora, fondatore dell'associazione Music for peace racconta la sua visione del "Che festival":













