I lavoratori che puliscono le camere dell'hotel Bristol hanno messo in scena una protesta davanti alla struttura ricettiva in via XX Settembre. Volantini, bandiere di Cobas e Uiltucs, e slogan al megafono per sensibilizzare la cittadinanza su quello che per i manifestanti è un'aggressione inaccettabile alla loro condizione contrattuale,
Sindacati e dipendenti protestano contro la modifica dei tempi previsti per la pulizia delle singole camere, precedentemente fissato a 30 minuti ciascuna, che da ora dovrebbero scendere a 22 minuti per stanza: le cattive novità sono arrivate all'indomani dell'arrivo della ditta di Treviso Stayover.
"Il nostro lavoro è organizzato sulla base di tempi previsti per a pulizia delle camere: per una standard una volta erano previsti 30 minuti, che erano già troppo pochi per fare bene il nostro lavoro - spiega Debora Mariocca di Cobas - , e ora con la uova ditta questo tempo è sceso a 22 minuti. Quindi l'impresa pretende più camere fatte a dovere in meno tempo, per lo stessa retribuzione di prima. Noi in questa situazione abbandoniamo il posto di lavoro alla solita ora, e chiaramente qualche camera rimane non fatta; questo semplicemente perchè non è materialmente possibile ultimare i compiti assegnati nel tempo a disposizione". "Chiediamo all'azienda di tornare indietro sulle tempistiche di lavoro - conclude la sindacalista - , e ritirare i provvedimenti disciplinari per i colleghi".
Debora Mariocca, delegata Cobas, descrtrive ragioni della protesta e proposte per l'azienda:
Da parte della Stayover S.r.l. infatti sono state anche inviate due lettere di contestazione disciplinare ad altrettanti lavoratori, proprio per censurare la mancata pulizia di alcune camere. Si legge nella lettera indirizzata ad una dipendente: "La invitiamo a fornirci le sue eventuali giustificazioni entro 5 giorni dal ricevimento della presente, anche verbalmente o con l'assistenza di un rappresentante dell'associazione sindacale a cui aderisce, ovvero di un componente della Rsu. All'esito l'azienda si riserva di applicare i provvedimenti disciplinari contrattualmente previsti e di addebitare eventuali danni subiti.
Sanzioni disciplinari, "minacce di icenziamento", e lavoro "a cottimo", la posizione di una lavoratrice:






