Attualità - 01 luglio 2018, 17:02

Inquinamento ambientale, Multedo va alla ‘guerra totale’

Lettera di fuoco del Comitato per l’Ambiente: “Il sindaco impedisca alle aziende di sversare. Toti faccia compiere analisi sul rio Rostan. Il procuratore indaghi sulle deroghe concesse alle aziende”. E i cittadini vogliono scendere nuovamente in piazza

Inquinamento ambientale, Multedo va alla ‘guerra totale’

Inquinamento ambientale, i cittadini di Multedo non ci stanno. E danno battaglia su tutti i fronti contro un nemico subdolo, latente e altamente pericoloso: le esalazioni di prodotti chimici e idrocarburi. Ormai il terreno sottostante ne è saturo. L’ambiente è interamente contaminato, come hanno evidenziato i tecnici nelle loro relazioni.

La situazione non è più tollerabile e va presa una soluzione definitiva e perpetua, a tutela dei residenti e della loro salute. Gli ultimi due episodi nei giorni scorsi: l’ennesimo odore nauseabondo proveniente dal Rio Rostan, che ha fatto mobilitare polizia ambientale e vigili del fuoco; e una concentrazione giudicata eccessiva di esteri volatili presso uno dei depositi della zona, che ha fatto scattare la segnalazione alla polizia municipale da parte di un cittadino.

In prima linea in questa battaglia per la vivibilità del quartiere c’è il comitato Multedo per l’Ambiente, nel cui direttivo figurano due chimici di professione - Goffredo Ferelli e Gian Piero Cellerino - quindi piuttosto ‘ferrati’ in materia. Il gruppo ha fatto sapere ai suoi associati e alla cittadinanza di aver spedito “una lettera/denuncia dove si chiede al Sindaco, al Presidente della Regione, al Procuratore della Repubblica, al presidente del Tribunale e al direttore della ASL3, una serie di azioni a tutela della salute della cittadinanza. Tale lettera è stata mandata nella stessa formulazione a ciascuna delle istituzioni indicate, di modo che tutti vedano nel loro complesso le azioni richieste”.

Il documento porta la firma del presidente del comitato, Goffredo Ferelli. “I dati comunicati - scrive Ferelli - indicano la presenza nell’ambiente campionato di sostanze che non possono essere presenti nell’ambiente naturale, ma sono conseguenza dell’attività antropica che le ha diffuse. Le specie chimiche quantificate sono in parte certamente movimentate dalle società che gestiscono i depositi costieri di prodotti petrolchimici ed altre, che per la espressione dei risultati non sono qualitativamente indicate, sono comunque attribuibili ai prodotti movimentati da tali società. Nell’immediatezza delle verifiche, secondo quanto riportano i documenti ottenuti da Arpal, ‘sostanze definite oleose e con odore di solventi chimici, sono state visualmente evidenziate a valle del rio Rostan, già sulla spiaggia, con possibili già avvenuti sversamenti in mare’”.

Il comitato Multedo per l’Ambiente cita la mail a firma dell’assessore comunale di Tursi Matteo Campora, il quale informa come alle società petrolifere sia consentito sversare materiali nel Rio Rostan in deroga alle Csc, ovvero le concentrazioni della soglia di rischio.

Dai e dai, però, anno dopo anno, il terreno non ha più retto. Lo scatolato del rio Rostan presenta infiltrazioni. Alla foce non esiste nessun tipo di filtraggio. E’ evidente che la situazione possa essere sfuggita di mano. Per i multedesi è un fatto di una gravità assoluta. Molti vogliono già tornare alle proteste di piazza.

Il comitato Multedo per l’Ambiente si è assunto il difficile compito di ‘incanalare’ la rabbia e la rassegnazione degli abitanti. “Pensiamo - osserva Gian Piero Cellerino - che la nostra lettera debba ottenere una risposta dalle istituzioni in modo formale, per cui pressioni di piazza prima che le nostre richieste vengano esaminate ed implementate, ci paiono non solo superflue, ma controproducenti.  Ovviamente nel caso il nostro appello cadesse nel nulla, daremo seguito ad ulteriori azioni di efficace pressione”.

La missiva a firma di Ferelli, del resto, è molto chiara. E contiene una serie di richieste ben precise ai vari destinatari. Al sindaco Bucci: “Chiediamo a lui di revocare immediatamente le autorizzazioni alle aziende allo sversamento nell’ambiente, e di obbligare le aziende a conferire la totalità per uno smaltimento a ditte esterne e tracciate. Di impegnare, nell’eventuale causa contro i responsabili dell’inquinamento, l’amministrazione comunale in veste di parte civile. Di comunicarci tempi brevi e certi per la dismissione degli impianti dei depositi petrolchimici, previa bonifica dei territori occupati, prima dell’allontanamento delle stesse imprese dal territorio, senza che i costi ricadano sulla comunità che ha già abbondantemente pagato con i danni alla salute”.

Al presidente della Regione Toti: “Di procedere al campionamento nell’alveo del Rio Rostan su tutto lo sviluppo del territorio di Multedo e a diverse profondità, sottoponendo ad analisi chimica completa e quantitativa per arrivare a conoscere il grado di compromissione dello stesso. Quindi, di procedere alla bonifica mediante asportazione di tutto il materiale inquinato e smaltimento, addebitandone i costi d’indagine e di bonifica a chi da decenni esercita le attività relative ai prodotti inquinanti. Di procedere all’installazione di due centraline di campionamento in continuo e successiva analisi discontinua nelle aree immediatamente contigue ai due depositi costieri, procedendo alla pubblicazione online dei risultati medi settimanali consultabili dai cittadini”.

Al procuratore della Repubblica (esiste un’inchiesta aperta dal magistrato Walter Cotugno, specializzato nei reati di tipo ambientale): “Di indagare in base a quali normative ambientali sia stata rilasciata autorizzazione di scarico nell’ambiente, addirittura in deroga alle concentrazioni di soglia di contaminazione, perseguendo gli eventuali responsabili per abuso d’ufficio e attentato alla salute pubblica”.

Al presidente del Tribunale: “Di informare la cittadinanza dello stato di avanzamento della denuncia presentata dalla Polizia Municipale”.

Infine, al direttore dell’Asl 3: “Di attivarsi per un’immediata realizzazione di analisi epidemiologica su tutti i cittadini di Multedo per le patologie inerenti all’apparato neurologico, respiratorio, gastroenterico, torrente circolatorio per problemi neoplastici e indagine di incidenze tumorali in genere. Valutazione di presidi di prevenzione a favore della popolazione esposta e suggerimenti comportamentali mirati sulle varie fasce di età”.

La situazione, insomma, è esplosiva. La voglia di farsi sentire è salita alle stelle. La pazienza dei multedesi è giunta al limite. L’angoscia, la preoccupazione e la paura sono ben oltre la soglia. Come, probabilmente, l’inquinamento nell’alveo del ‘maledetto’ Rio Rostan.

 

Alberto Bruzzone

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