È arrivato il momento della verità. Sabato alle 18 si gioca il derby della Lanterna più importante degli ultimi anni tra due squadre in piena crisi e a forte rischio retrocessione. La Sampdoria è sedicesima con 30 punti, è reduce dal pareggio di Verona arrivato dopo tre sconfitte di fila, ha già perso 20 gare in campionato (solo il Venezia ha fatto peggio) e dal cambio in panchina, con Giampaolo al posto di D’Aversa, è precipitata insieme alla sua situazione societaria. Il Genoa ha riacceso la fiamma della speranza vincendo all’ultimo respiro lo scontro diretto con il Cagliari portandosi a casa il terzo successo su 34 partite: magari non basterà per salvarsi, ma con 25 punti ora è a tre lunghezze dai sardi e ha quattro giornate per regalarsi la salvezza.
Sarà un derby da psicodramma, chi perde è all’inferno visto il calendario difficilissimo per entrambe nelle ultime tre giornate, chi vince può sperare (il Genoa) oppure può chiudere definitivamente i conti (la Sampdoria). La notte delle notti per Genova vale una stagione, il predominio cittadino questa volta passa in secondo piano, c’è in ballo molto di più, c’è in ballo una fetta di futuro perché il nuovo Grifone americano rischia di partire con una cocente delusione, mentre la Samp senza guida dopo l’arresto di Ferrero scendendo in Serie B perderebbe ancora più appeal per una eventuale, e necessaria, cessione del club.
Giampaolo nella sua prima esperienza in blucerchiato è stato l’uomo dei derby, nessuna sconfitta, quattro vittorie e due pareggi, ma mai come in questa occasione è in difficoltà. La sua Sampdoria è senza idee, appare svuotata, in preda ai troppi errori difensivi e ad una qualità dalla metà in campo in su sotto media per la Serie A. I numeri poi sono impietosi: sei sconfitte, una vittoria a Venezia e un pareggio nelle ultime otto giornate di campionato, media da retrocessione piena e trend che sembra difficile da invertire.
Non che se la passi molto meglio Blessin, nuovo condottiero rossoblu amato da tutti nonostante i risultati e alla sua prima stracittadina genovese in carriera. Il gol di Badelj è stata una boccata d’ossigeno, ma a poco o nulla servirà se non arriveranno altri tre punti nel derby. Il Genoa vince pochissimo e soprattutto non segna: tre gol nelle ultime otto partite, compreso quello inutile nell’1-4 con la Lazio.
I quartieri generali dei due club sono blindati, a Bogliasco e Pegli si preparano le formazioni in assoluta segretezza e i dubbi da sciogliere sono ancora molti. Giampaolo non ha ancora deciso il modulo da adottare, il 4-5-1 di Verona potrebbe essere riproposto, ma le opzioni 4-3-1-2 e 4-4-2 restano valide. Mancheranno Rincon, Giovinco e Conti, possibile il recupero di Ekdal, mentre Sensi scalda i motori per riprendersi la maglia da titolare. Blessin continuerà sulla strada dal 4-2-3-1 con Badelj e Sturaro sicuri del posto in mezzo al campo, Frendrup in leggero vantaggio su Hefti in difesa e il ballottaggio Destro-Yeboah che verrà sciolto probabilmente a poche ore dal match.
Mai come questa volta il derby sembra gara impronosticabile e infatti anche i pronostici serie A presenti sul sito www.wincomparator.com/it-it/ non si sbilanciano sul vincitore, aspettandosi comunque una gara da under con poche reti. Il derby della paura e della speranza non sarà una gioia per gli occhi e questa volta, più che in passato, conta solo vincere.






