Economia - 10 luglio 2020, 18:49

Dalla Regione 250 mila euro per l'associazione degli allevatori di Piemonte e Liguria

L'assessore alla zootecnia Stefano Mai: "Pronti gli incontri sul territorio"

Dalla Regione 250 mila euro per l'associazione degli allevatori di Piemonte e Liguria

250mila euro all’Associazione regionale allevatori del Piemonte che opera anche in Liguria. Ad annunciare il contributo, l’assessore regionale alla Zootecnia, Stefano Mai, che da settimana prossima incontrerà gli allevatori liguri per parlare dello smaltimento carcasse. 

“Con questo provvedimento destiniamo all’Associazione regionale allevatori del Piemonte, che da circa due anni offre i suoi servizi anche in Liguria, oltre 250mila euro - spiega Stefano Mai -. Circa due anni e mezzo fa l'omologa associazione ligure è stata messa in liquidazione, quindi ci siamo attivati affinché l’associazione piemontese potesse offrire i suoi importanti servizi anche in Liguria. Dopo numerosi incontri sul territorio a diretto contatto con gli allevatori e le associazioni, siamo riusciti a ottimizzare questo servizio. Oggi riconosciamo a questa associazione un contributo importante funzionale al programma annuale di tenuta dei libri genealogici e per effettuare dei controlli funzionali per l'anno in corso”. 

“L’attività svolta negli allevamenti consentirà di raccogliere numerose informazioni sulla produttività degli animali da carne e da latte e, per quanto riguarda questi ultimi, verranno raccolti anche i dati circa la qualità di latte prodotto. Questi elementi sono assolutamente fondamentali per la selezione degli animali da allevare e ci aiuteranno ad affiancare le imprese nelle decisioni gestionali - aggiunge l'assessore -. A partire dalla prossima settimana, insieme ad Aral e al consorzio difesa, mi recherò sul territorio per tenere degli incontri diretti con gli allevatori, in modo da parlare dello smaltimento delle carcasse degli animali predati o morti in azienda. Si tratta di un problema molto sentito che comporta tanto lavoro e costi ingenti. Durante gli incontri proporremo nuove soluzioni possibili per capire cosa ne pensano i diretti interessati”.

 

Redazione

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