Politica - 10 settembre 2020, 17:48

Sovrappasso di Pegli, il rischio di una ‘via Giotto 2’

I lavori si stanno protraendo e la data del 15 settembre non verrà rispettata, la capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale Cristina Lodi scrive a sindaco e Giunta per chiedere chiarezza

Sovrappasso di Pegli, il rischio di una ‘via Giotto 2’

Si doveva finire entro il 15 settembre: si doveva, ma non sarà così e i lavori al sovrappasso ferroviario di via Martiri della Libertà a Pegli rischiano di slittare oltre, lo spauracchio di quanto avvenuto a Sestri Ponente per il cantiere sul ponte di via Giotto prolungatosi per un tempo infinito è sotto gli occhi di tutti e questa brutta prospettiva inizia ogni giorno di più a materializzarsi; occorre tener alta l’attenzione, occorrono informazioni precise e di dettaglio, e per questo è partito l’ennesimo atto ufficiale. Si tratta di un’interpellanza avente a oggetto ‘Lavori rifacimento sovrappasso ferroviario di Pegli’ che la capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale Cristina Lodi ha presentato nei giorni scorsi al sindaco di Genova Marco Bucci e alla Giunta comunale.

Nello scritto si ricorda che “i lavori di rifacimento del sovrappasso ferroviario di Pegli, il cui cantiere ha avuto inizio il 17 ottobre 2019, sarebbero dovuti terminare secondo il cronoprogramma il 1° giugno 2020”. L’interpellanza cita “la criticità del cantiere sotto il profilo logistico in quanto prevedeva un’interruzione del collegamento viabile tra piazza Ponchielli e via Martiri della Libertà con conseguenti ed importanti ripercussioni sul traffico pubblico e privato, ed anche la sua importanza dal punto di vista strategico in quanto consisteva nella sostituzione ex novo del sovrappasso”.

Ora il nuovo impalcato è stato collocato, la passerella pedonale è stata chiusa, il transito dei cittadini avviene sul lato di ponente, ma di riapertura al flusso veicolare ancora non si parla; Lodi ricorda che già da mesi “il Comune di Genova e il Municipio VII Ponente hanno costituito un tavolo di monitoraggio dei lavori finalizzato a fare da tramite con la cittadinanza e i commercianti, e a coadiuvare i tecnici e gli amministratori comunali per trovare soluzioni ai disagi che un cantiere di questa entità avrebbe sicuramente provocato sulla delegazione e sui suoi abitanti”.

I nodi sono due: da una parte le tempistiche e dall’altra i mezzi di soccorso della Croce Verde pegliese che assai spesso finiscono imbottigliati nel traffico di via e viale Pallavicini non essendoci altro sbocco verso la viabilità dell’Aurelia; una criticità che era stata segnalata sin dall’inizio, ma che non è mai stata effettivamente risolta. Riguardo alle tempistiche secondo l’esponente del Pd “il cantiere ha registrato diverse modifiche della data di consegna finale e delle sue fasi che sono state comunicate in diversi momenti: a maggio 2020, durante una commissione consiliare, sono stati inizialmente ufficializzati circa tre mesi di ritardo, due a causa del covid ed uno mese circa a causa del maltempo e di una ritaratura delle tempistiche esecutive per la posa di impianti a cura di Ireti; nell’ultimo mese è stato comunicato da Rete ferroviaria italiana (che è la titolare dell’appalto assegnato in maniera diretta dall’assessorato ai Lavori pubblici del Comune di Genova) che la viabilità verrà ripristinata intorno al 25 settembre anziché il 15 come comunicato dal Comune e che la passerella pedonale provvisoria verrà rimossa solo a fine novembre e non a fine settembre come comunicato dal Comune, e che quindi i lavori termineranno effettivamente a dicembre”.

Quanto alla commistione veicolare “nonostante il presidio della Polizia locale si sono registrate situazioni molto caotiche che di fatto hanno bloccato viale Pallavicini rendendolo impercorribile in tempi certi. A parte il presidio sul lungomare non sono state prese decisioni atte a risolvere o almeno migliorare tale situazione che con l’apertura delle scuole si riproporrà mettendo nuovamente in crisi l’operato della Croce Verde; infatti i mezzi di soccorso in simili situazioni non potranno garantire il rispetto degli interventi di emergenza entro i limiti temporali di intervento previsti dalle linee guida. L’unica soluzione proposta dalla Croce Verde e dagli uffici tecnici comunali è stata sospesa dall’assessorato di competenza e non sono state avanzate altre ipotesi. L’impegno ufficiale era stato quello di trovare una soluzione prima dell’inizio delle scuole; si ricorda che la proposta della ricollocazione delle ambulanze in altro luogo era stata bocciata dalla Croce Verde per impossibilità di garantire la preparazione dei mezzi di soccorso fuori sede”.

Si fanno poi riferimenti sia alla difficoltà da parte del tavolo di monitoraggio di venire in possesso di documentazione ufficiale circa l’andamento dei lavori sia ad agevolazioni fiscali per i commercianti della zona secondo un’ipotesi che era stata già avanzata e sia alla sostituzione, approfittando dei lavori, di alcuni alberi di agrumi nelle vie limitrofe. C’è, insomma, bisogno di un ulteriore passaggio informativo e, attraverso l’interpellanza, si chiede appunto di “conoscere la data ufficiale della riapertura della viabilità tra piazza Ponchielli e via Martiri della Libertà e dei due marciapiedi pedonali e la data ufficiale di fine lavori dell’appalto e di riconsegna definitiva di tutte le aree interessate dal cantiere”.

Inoltre si chiede “quali azioni intenda mettere in atto la civica amministrazione per trovare una soluzione, oltre al presidio della Polizia locale, che permetta alla Croce Verde di poter garantire il servizio pubblico secondo la normale prassi soprattutto in caso di codice rosso; e quali attività ed atti sono stati portati avanti dal Comune in merito agli impegni presi durante gli incontri ufficiali del tavolo di monitoraggio in merito alla trasmissione degli atti richiesti, alle problematiche dei commercianti ed al progetto sul verde come descritti nelle premesse”.

L’inizio della scuola è ormai dietro l’angolo, le vacanze sono finite, l’incremento del traffico è ampiamente preventivabile: c’è ancora spazio per evitare una ‘seconda via Giotto’, ma non troppo.

Alberto Bruzzone


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