Eventi - 28 aprile 2021, 18:26

ScenaMadre tra i finalisti del premio In-box Verde con ‘Tre’, uno spettacolo dedicato alla famiglia

In palio ci sono delle repliche in giro per l’Italia. Una boccata di ossigeno per un settore in grosse difficoltà e poco valorizzato dalle istituzioni: “Nel Tigullio mancano strutture per fruire gli spettacoli, l’unico teatro di Chiavari ha chiuso”, è lo sfogo dei registi Marta Abate e Michelangelo Frola

ScenaMadre tra i finalisti del premio In-box Verde con ‘Tre’, uno spettacolo dedicato alla famiglia

Con uno spettacolo per ragazzi dedicato alla famiglia, alle dinamiche che scattano tra genitori e figli adolescenti, la compagnia ScenaMadre di Chiavari è tra i sei finalisti, su 166 candidati da tutta Italia, del premio In-box Verde. “Felicissimi” i registi Marta Abate e Michelangelo Frola, che lo annunciano su Facebook.

Ora in palio ci sono le repliche dello spettacolo da far girare per l’Italia, e in un periodo in cui è tutto chiuso e questo settore è in grandissima sofferenza, sarebbe una bella boccata d’ossigeno per la compagnia e la sua produzione.

“Le repliche in palio sono trenta, una per ogni componente della giuria che è direttore di un teatro o di un festival e con il suo voto impegna il teatro che rappresenta a comprare una replica dello spettacolo che vota. Noi siamo già contentissimi di essere in finale, ma speriamo di ottenere anche qualche replica, perché in questo periodo tanti spettacoli anche validi non riescono a girare perché il mercato è un po’ fermo e chiuso e quindi questa occasione può essere un’opportunità”, dicono i registi, che lamentano l’assenza di spazi sul territorio in cui il teatro può esprimersi e scarsa attenzione da parte delle istituzioni locali verso il mondo della cultura.

“A Chiavari non c’è un teatro, ce n’era uno privato ma ha chiuso. Nel Tigullio mancano le strutture per fruire gli spettacoli. Non esiste solo il turismo ma anche la cultura, perché il Tigullio è vissuto tutto l’anno. Inoltre, la pandemia ci ha insegnato che le esperienze teatrali sono importanti per creare esperienze di aggregazione di qualità soprattuto tra i ragazzi, fortemente provati dalla didattica a distanza. La cultura non è un tema secondario o superfluo”, dicono forti della loro esperienza nei laboratori a contatto con bambini e ragazzi.

‘Tre’ - come il numero degli attori in scena: una madre, un padre e un figlio adolescente, spettacolo co-prodotto dall’associazione Gli Scarti di La Spezia (“ci ha dato gli spazi per le prove e la realizzazione”) interpretato da Giulia Mattola, Simone Benelli, e il giovane Francesco Fontana - è infatti il risultato di uno di quei laboratori, e il figlio è interpretato proprio da un ragazzo che vi ha partecipato e che ha avuto un ruolo fondamentale anche nella stesura del copione finale: “Facciamo tanti laboratori con i giovani ed entrando a contatto con loro conosciamo anche le famiglie e vediamo che ognuna è un universo a sé stante, con i suoi equilibri, così abbiamo deciso di parlarne e abbiamo pensato che nei panni del figlio ci dovesse essere un adolescente vero e non un adulto”.

E così Francesco Fontana interpreta il figlio che è, ed ha scritto le parti in cui si ribella a regole e tabù imposte dai genitori alla ricerca di un dialogo e di un equilibrio che per essere mantenuto richiede impegno e fatica, lasciando un finale aperto: “Volevamo instillare delle domande sul tema e non dare risposte. Perché ogni famiglia ha una sua risposta”, dice il regista che nel 2014, sempre insieme ad Abate, ha vinto il premio nazionale Scenario infanzia con lo spettacolo ‘La stanza dei giochi', dove in scena questa volta c’erano due bambini di 9 e 10 anni sempre già protagonisti dei loro laboratori.

Rosangela Urso

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