Cronaca - 05 maggio 2021, 12:10

Porto di Genova in lutto: morto Marco Casu, una figura storica che negli anni Ottanta inventò lo spedizioniere di varco

Con una geniale intuizione piazzò una roulotte al varco San Benigno per coordinare entrate, uscite dal porto e la documentazione; ed è stato fondatore di varie aziende che oggi danno lavoro d'alta specializzazione ad oltre cento persone

Porto di Genova in lutto: morto Marco Casu, una figura storica che negli anni Ottanta inventò lo spedizioniere di varco

Il mondo della portualità genovese piange Marco Casu, morto pochi giorni prima del suo compleanno numero 87, decano degli spedizionieri e considerato a ragione colui che ha inventato la figura di spedizioniere di varco.

Correvano infatti gli anni Ottanta e il porto di Genova era un’industria come poche, quando Casu piazzò una roulotte al varco di San Benigno per dare un servizio sia agli operatori del trasporto che agli spedizionieri per il loro coordinamento in entrata e uscita dallo scalo, ma anche per quanto riguardava lo smistamento documentale. Un sistema oggi diverso nei modi e nella locazione ma sempre valido, tanto che la figura di Casu resta sempre attuale, un riferimento per chi opera all’ombra della Lanterna.

Marco Casu vantava anche oltre trent’anni di importante attività presso la Spediporto, associazione di categoria. Una vita per lui sentimentale ma anche di lavoro accanto alla moglie Monica Cecilia, con la quale fondò la sua omonima società Casu Cad, ma pure la S.P.C e la STS-Casu, che oggi sono portate avanti dal figlio Alberto. Figlio di Marco e Monica ma anche... d’arte per come segue le orme paterne anche nella Spediporto, di cui è attualmente consigliere.

Le aziende Casu, fondate da Marco, danno attualmente lavoro ad oltre 100 persone, tutte professionalmente di alta caratura e specializzazione. La notizia della morte dello spedizioniere ha suscitato grande cordoglio e commozione a Genova, ma anche in tutto il mondo di shipping e spedizionieri.

Maurizio Chiaverini, presidente di Agespedo (spedizionieri, corrieri e trasportatori del porto genovese) ha ricordato la figura dello scomparso con parole molto sentite. “Molti di noi fra cui il sottoscritto - ha detto Chiaverini - lo conoscono da alcuni decenni , è stato e sempre sarà un punto di riferimento importante per la nostra categoria”.

Giudizio professionale ma anche umano, da parte del presidente Agespedo, che lo ricorda come: “Persona sempre educata, sempre a modo, mai un eccesso, io l’ho sempre visto lavorare e ho avuto la fortuna ma soprattutto il piacere di condividere con lui e con altri amici colleghi il piacere di passare alcune serate insieme a ridere e a scherzare delle nostre avventure professionali prendendoci in giro per i vari aneddoti che ci sono capitati negli anni e nei decenni passati. Scusatemi ma non riesco a parlare di lui con il ‘passato’, mi sembra incredibile che non ci sia più”.

Dino Frambati

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