Eventi - 24 giugno 2021, 17:26

Il G8 vent'anni dopo: da Sant'Anna di Stazzema a Genova a piedi, l'iniziativa di 'Repubblica Nomade'

A vent'anni dal G8 l'associazione culturale unisce, attraverso il cammino, il ricordo della strage nazifascista del '44 e gli abusi subiti dai manifestanti nel 2001

Il G8 vent'anni dopo: da Sant'Anna di Stazzema a Genova a piedi, l'iniziativa di 'Repubblica Nomade'

Da Sant'Anna di Stazzema a Genova a piedi in occasione dei vent'anni del G8: è l'iniziativa di 'Repubblica Nomade' di cui fanno parte il fondatore, lo scrittore Antonio Moresco e Lorenzo Guadagnucci, giornalista, tra le vittime del pestaggio alla Diaz del 21 luglio 2001.

"Un altro mondo è possibile - scrivono in una nota stampa - era lo slogan delle manifestazioni al G8 di Genova di vent'anni fa, un altro mondo è necessario è invece la sintesi di quanto oggi stiamo vivendo in un pianeta ecologicamente allo stremo e segnato da insopportabili ingiustizie: si spiega così la scelta compiuta da Repubblica Nomade, nel suo decimo anno d'attività, di organizzare un cammino che unisce Sant'Anna di Stazzema, luogo della strage nazifascista del '44, con la città che nel 2001 fu teatro di una violazione di massa dei diritti umani e civili".

"Repubblica Nomade - prosegue la nota - è uno spazio di riflessione ed azione: giorno per giorno, fra il primo e il 18 luglio, cammineremo per tenere saldo il nesso fra la memoria e il nostro presente e futuro in uno sforzo d'immaginazione e non rassegnazione. La tutela della dignità della persona è al centro dei nostri pensieri, come il rifiuto della violenza. Affronteremo lungo il cammino, luogo per luogo, anche le questioni sociali ed ambientali del momento con visite guidate e incontri con singoli e associazioni".

"Oggi il cambiamento è urgente - spiega la nota - e sarà possibile solo attraverso la partecipazione popolare: saremo a Genova con questo spirito, coscienti che nel 2001 le violenze e gli abusi di potere colpirono un movimento che aveva buone ragioni e giuste aspirazioni. Ragioni e aspirazioni che non vogliamo dimenticare e anzi riprendere e rilanciare in un mondo che nel frattempo è cambiato, ma non in meglio. Arriveremo in tempo per prendere parte alle iniziative organizzate da varie associazioni per il ventennale e il 19 luglio organizzeremo un cammino urbano aperto a tutti nella città di Genova, da Bolzaneto alla scuola Diaz, toccando i luoghi simbolo delle giornate del luglio 2001, con letture e riflessioni”.

Questo il testo che introduce il cammino 'Un altro mondo è possibile. Diciamolo con i nostri passi': "Nel mese di luglio cammineremo da Sant’Anna di Stazzema a Genova. Sarà un cammino di una ventina di giorni, molto spartano a causa delle misure di sicurezza imposte dalla pandemia che bisognerà ancora osservare anche se saremo in una fase d'iniziale uscita da questa lunga e dolorosa prova. Come nel 2016 abbiamo camminato dalla Risiera di San Sabba di Trieste fino a Sarajevo, così quest’anno con lo stesso spirito faremo questo nuovo cammino tra due luoghi che ricordano crimini risalenti alla Seconda Guerra Mondiale ed altri più recenti affinché non vengano dimenticati ma nello stesso tempo per dire che bisogna inventarci un nuovo e diverso futuro".

"Nell’agosto del 1944 - continua la nota - a Sant’Anna fu compiuta una strage, come a Marzabotto, come a Vinca, come in altre località del Paese. Centinaia di civili inermi, donne, bambini, persino un neonato di venti giorni, persino animali sono stati fucilati dai nazisti. Abbiamo scelto Sant’Anna come punto di questa nostra partenza e ripartenza per farne non solo un luogo di commozione, un luogo del rifiuto dell’orrore, un luogo dove la guerra ha mostrato il suo vero volto, ma anche un luogo d'ispirazione che ci consente un diverso sguardo sul mondo, dalla parte non degli annientatori ma degli annientati. E perché pensiamo che la sua tragica lezione sia valida anche oggi e non debba andare perduta. Genova è stata, nel luglio del 2001, teatro di una criminalizzazione di massa, il luogo in cui la nostra democrazia ha perso la faccia, dove una mobilitazione dal basso che stava smascherando su scala mondiale le vere catene di comando della cosiddetta globalizzazione è stata soffocata con la violenza sfrenata, la tortura, l’assassinio".

"È il luogo - precisa la nota - dov'è avvenuta una sospensione delle più elementari regole democratiche in un’atmosfera da pre-golpe, d'impunità e di arbitrio spinti fino alla macelleria sudamericana, alla ferocia e al delirio. In quei mesi e in quei giorni migliaia di organizzazioni, milioni di persone in tutto il mondo stavano dando vita a qualcosa di nuovo, ad un’aspirazione di giustizia globale e di cambiamento radicale. Alle loro proposte, al loro allarme è stato risposto con la furia, da parte di un sistema suicida che non tollerava e non tollera d'essere messo in discussione".

"Ma le idee di quei manifestanti - conclude la nota - sono valide ancora oggi, soprattutto oggi, mentre i disastri prodotti dalle stesse strutture e logiche economiche e politiche contestate allora hanno reso insostenibile il rapporto col nostro habitat planetario portando le nostre vite e la nostra specie a un punto di non ritorno. E allora c’è bisogno, finché si è in tempo, di trasformare questa tragedia in una chance, di ripensare e reinventare tutto. Con questo nostro nuovo cammino vogliamo dire che un altro mondo è possibile, che un altro mondo, mai come adesso, è necessario e urgente”.

Francesco Li Noce

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