Municipio Centro Ovest - 29 giugno 2021, 11:00

"L’antifascismo non è una passeggiata": polemiche sui cortei del 30 giugno

La reazione di ‘Genova Antifascista’ all’evento analogo ideato da Anpi e Cgil, domani, lo stesso giorno in cui si svolge la manifestazione ‘La resistenza continua’, anniversario dei ‘Fatti di Genova del 30 giugno 1960’, che il gruppo ha da tempo organizzato

"L’antifascismo non è una passeggiata": polemiche sui cortei del 30 giugno

L’antifascismo non è una passeggiata’. ‘Genova Antifascista’ scende in piazza Alimonda, domani, 30 giugno, alle 18, per manifestare nell’anniversario dei ‘Fatti di Genova del 30 giugno 1960’ e gli scontri seguiti al corteo indetto dalla Camera del Lavoro appoggiato dall’opposizione di sinistra per protestare contro la convocazione a Genova del sesto congresso del Movimento Sociale Italiano.

Il corteo de ‘La resistenza continua!’ si riunisce e parte dal Municipio VIII Medio Levante poi si snoda, per congiungersi alle 19 in pieno centro, in piazza De Ferrari, per l’assemblea pubblica: “Ieri contro il governo Tambroni, oggi contro Draghi. La resistenza continua”.

Poi, la notizia di un evento correlato, a cura di Anpi e Cgil, e la reazione immediata: “L’antifascismo non è una passeggiata. Apprendiamo dai social che l’Anpi e la Cgil ricorderanno il 30 giugno del 1960 con un corteo. Il fatto in sé non ci stupisce, anzi ci fa sorridere, ma di un riso amaro. In un mondo ideale se un’associazione nazionale fondata dai partigiani che hanno combattuto con armi in mano il nazifascismo e l’organizzazione sindacale più antica d’Italia, nata in nome dell’unione di tutti i lavoratori e della lotta antifascista, lanciassero un’iniziativa per commemorare i fatti accaduti a Genova nel 1960, quando gli antifascisti scesero in strada in modo determinato - qualche celerino finì nella fontana e qualche camionetta venne incendiata, parecchie pietre furono lanciate, insomma non fu certo una sfilata di gala - e diedero inizio ad un’ondata di proteste che portò alla caduta del governo Tambroni, non ci sarebbe nulla di strano, nulla per cui sorridere. Noi, però, purtroppo, non viviamo in un mondo ideale, ma in questa bizzarra contemporaneità, nella quale a una destra istituzionale sempre più estrema che non ha paura di appoggiare le organizzazioni radicali, si contrappone una sinistra istituzionale sempre più centrista e ambigua, che fa affari con i grandi capitali e soprattutto non perde occasione per condannare le dichiarazioni e gli atti dei e delle militanti che combattono il fascismo nelle strade costringendo troppo spesso i movimenti e le lotte alla criminalizzazione e alla marginalità. Se solo ci limitiamo a ciò che accade a livello cittadino le due associazioni non perdono occasione per condividere strade e palchi con le istituzioni, le quali non fanno mistero delle reciproche simpatie con l’estrema destra nostrana e lo dimostrano con ordinanze sempre più securitarie e liberticide”.

E ancora: “Dov’erano quelle stesse associazioni quando in piazza Corvetto, gli e le antifasciste cercarono con ogni mezzo necessario di impedire il comizio di Casapound? Dov’erano quando 56 di quegli e quelle stesse militanti venivano denunciate? Dov’erano quando gli e le antifasciste manifestavano in via Serra contro i fascisti di Lealtà Azione, ottenendo peraltro la chiusura della sede? Dov’erano quando lo scorso maggio centinaia di fascisti accorsi dal nord Italia riempirono piazza Palermo per commemorare il picchiatore Venturini? Le strade sono di chi le vive nelle lotte”.

Rosa Cappato

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