“L’allarme degli armatori: mancano medici di bordo, a rischio la partenza traghetti”
nel quale Confitarma - Assoarmatori (associazioni di categoria degli armatori), unitamente all’ Associazione Nazionale Medici di Bordo, parlavano delle difficoltà, a detta loro insuperabili, nel riuscire a reperire medici disponibili all’imbarco.
Prima di affrontare le questioni riguardanti “l’allarme lanciato” dai soggetti di cui sopra, sorgono spontanee alcune domande da porsi:
- Come mai gli armatori e l’ANMB si accorgono solo ora di questa problematica?
Dov’erano durante la pandemia quando la gran parte dei marittimi era in giro per il mondo per garantire i trasporti nonostante il pericolo del Covid, a causa di cui alcuni di loro sono venuti a mancare lontano dal proprio Paese e dai propri cari?
- Cosa spinge l’ANMB a condividere in toto la posizione della “Confindustria marittima” dato che tra i suoi ruoli svolge anche quello di assistenza sindacale per i propri iscritti? Qui siamo oltre al consociativismo, siamo davanti ad una presa di posizione che lascia alquanto perplessi. Sarebbe pertanto opportuno che l’ANMB definisse con precisione il proprio ruolo.
Tornando ad occuparci della questione principale, va evidenziato come i problemi della mancanza di medici disposti ad imbarcarsi per lavorare a bordo vadano cercati altrove.
Innanzitutto solo pochissimi medici di bordo vengono assunti direttamente dalle Compagnie con contratti CRL (con continuità di rapporto lavorativo), rimanendo così precari a vita.
Questo vale soprattutto per i traghetti, ma anche nel settore delle navi da crociera si evidenziano marcate lacune.
I contratti CRL darebbero alle Compagnie la possibilità di creare una continuità nel rapporto di lavoro con i medici che risulterebbe utilissima per garantire una continuità degli imbarchi.
Spesso i Medici di bordo hanno serie difficoltà ad imbarcare direttamente tramite le Compagnie, che preferiscono assumere per singoli imbarchi delegando la scelta del medico a soggetti terzi.
Vista poi la situazione sanitaria generatasi nel nostro Paese a causa della pandemia da Coronavirus che ha indotto ad un imponente sforzo sanitario, perché ci si è fermati alla propagandistica istituzione della laurea abilitante in medicina che ha portato solo ad un apparente incremento della forza lavoro? Non sarebbe stato più razionale, utile ed intelligente che queste Organizzazioni, chiedessero con forza al legislatore e all’Ordine dei medici l’abolizione del numero chiuso per l’accesso alla Facoltà di Medicina al fine di aumentare il futuro numero di medici di cui ‘è carenza in ogni settore della società (dalla terra ferma al mare)?
Ci sarebbero tante altre problematiche importanti che Ass. Armatori, Confitarma ed ANMB avrebbero potuto sollevare, invece dell’unica per cui si sono attivate riguardante la presunta mancanza di medici disposti ad imbarcare.
Ad esempio, a che punto siamo con la vaccinazione dei marittimi? Su questo problema i marittimi in generale, sanitari inclusi, sono stati come sempre lasciati a se stessi, senza aver ricevuto alcuna assistenza per potersi vaccinare prima degli imbarchi.
L’unica questione invece sollevata da Confitarma e ASSO Armatori mira a salvaguardare i propri interessi e aspira a diversi obiettivi.
Vogliono forse, per risolvere il problema del superamento dei lacci e lacciuoli della farragginosa burocrazia italiana, facilitare l’imbarco dei Medici di Bordo non italiani utilizzando la figura del Medico Advisor come già fanno alcune Compagnie?
Si vuole forse abolire la necessità dell’iscrizione all’ Ordine dei medici Italiano ai fini dell’imbarco? Speriamo proprio di no!
Si tratterebbe di una deregulation che porterebbe solo seri danni a tutto il sistema marittimo.
A questo punto mi sembra opportuno tirare un minimo di conclusioni e tracciare una via per risolvere seriamente i veri problemi che ci troviamo ad affrontare; non servono slogan fumosi e allarmistici ma nella pratica non risolutivi, come quelli esposti dalle Associazioni promotrici del comunicato.
Bisogna invece attivarsi concretamente per:
- Assumere Medici di bordo e personale sanitario con rapporto a CRL per garantire maggiore continuità di servizio ed efficienza.
Gli armatori diranno forse che è troppo oneroso, ma servono fatti e questa è l’unica via che può garantire sia una maggiore presenza di medici disposti ad imbarcarsi, sia l’effettiva tutela della salute: non ci sono alternative.
- Salvaguardare la figura del Medico di Bordo facendo imbarcare a bordo di navi battenti bandiera italiana solo soggetti regolarmente iscritti presso l’Ordine dei medici italiano e pertanto aventi un’
adeguata conoscenza della lingua italiana.
Questo è un punto fondamentale che non deve essere assolutamente svenduto e smantellato, come invece purtroppo pare stia avvenendo secondo diverse interrogazioni parlamentari che non hanno ancora ricevuto risposta e di cui la stampa locale-nazionale ben si guarda di divulgare ( ma del resto dalla stampa di regime c’è poco da aspettarsi).
Questa questione riguarda la salute dei sanitari (ed il loro preciso ruolo), la salute dei marittimi, dei passeggeri e, mi permetto di dire, di tutta la popolazione.
Ovviamente su queste tematiche sono da tempo completamente assenti i rappresentanti politici di Lega e Fdi (i “Sovranisti di cartone”), della pseudo sinistra PD- 5 STELLE, e della finta sinistra di opposizione, presente in Consiglio Comunale, Regionale e Nazionale: ciò la dice lunga su quanto stia veramente a cuore la condizione della Marineria italiana a quei rappresentanti del Popolo che, vivendo la realtà ligure e genovese,ben dovrebbero conoscere la situazione.
Ma non c’è da stupirsi. Loro rappresentano partiti che sono stati, sono e saranno sempre dalla parte degli interessi dei datori di lavoro, quelli che una volta venivano chiamati padroni.
Nostro compito di Comunisti è di essere attivamente presenti su questa importante tematica e, vista la complessità dell’argomento ci attiveremo per organizzare una pubblica assemblea che abbia al centro il lavoro dei Marittimi e la salvaguardia della salute, che a bordo parte proprio dalla presenza attiva e continuativa del medico di bordo, un medico di bordo che conosca la legislazione italiana e che sia professionalmente preparato a gestire tutto quello che si può verificare a bordo.
Da Comunisti non accettiamo un ulteriore massacro sociale portato avanti dal Governo Draghi, sostenuto da quelle forze politiche di cui abbiamo già detto, da una sinistra stampella e dai sindacati ormai di regime.
Lo dichiara il Direttivo Cumpanis Genova.






