Municipio Medio Levante - 27 luglio 2021, 11:30

'Rex, il sogno azzurro': amarcord di un orgoglio assoluto della marineria italiana

Fondazione Ansaldo organizza una tavola rotonda alla presentazione del libro “Rex - Il sogno azzurro / Blue riband - The italian dream” scritto da Flavio Testi, lunedì 2 agosto alle 11 presso Villa Giustiniani Cambiaso

'Rex, il sogno azzurro': amarcord di un orgoglio assoluto della marineria italiana

‘Rex, il sogno azzurro’: questo il titolo della tavola rotonda dedicata al coraggio d’eccellenza con l’autore Flavio Testi, il rettore UniGe Federico Delfino e il giornalista Massimo Minella. L’evento si svolge lunedì 2 agosto alle 11, nel Municipio VIII Medio Levante, in Albaro. Interviene Giorgio Roth, preside del Dipartimento di Ingegneria dell’Università; Ilaria Cavo, assessore alla Cultura della Regione Liguria; Barbara Grosso, assessore alle Politiche Culturali del Comune di Genova, e Lorenzo Fiori, direttore della Fondazione Ansaldo.

Il Rex fu il più grande transatlantico italiano costruito negli anni ’30, ma divenne famoso perché, oltre ad essere la prima nave di linea italiana utilizzata nelle crociere, diventò il mezzo di trasporto per la fuga e la salvezza degli ebrei. Del Rex parla Testi, sul mensile ‘Lerici in’: “Fu la più grande nave costruita in Italia prima della guerra, e partì per il primo viaggio il 27 settembre 1932 da Genova a New York. È entrato nella storia degli Stati Uniti per la leggendaria intercettazione dell’8 maggio 1938 in pieno Atlantico a 700 miglia da New York effettuata da tre prototipi di bombardieri B17 (fortezze volanti), che localizzarono la nave e la sorvolarono, dimostrando la loro abilità di intercettazione, prima riservata solo alla US Navy. La vita del Transatlantico Rex inizia il 27 aprile del 1930 sullo scalo del cantiere navale Ansaldo di Sestri Ponente a Genova, con la cerimonia della prima lamiera dello scafo. Costruito in soli 15 mesi, è varato il 1° agosto del 1931, presente il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena del Montenegro come madrina, alla presenza di circa 200.000 persone.

Completato l’allestimento, partì da Genova per il primo viaggio il 27 settembre 1932, alla presenza di 35.000 persone, per il servizio transatlantico tra Genova, Napoli, Villefranche-Cannes, Gibilterra, New York. Al primo approdo a New York fu accolto trionfalmente e venne visitato da oltre 50.000 persone. Fu la più grande nave costruita in Italia prima della guerra, con 51.062 tonnellate di stazza, lunga 268,80 metri, larga 31 metri, alta 37 metri, con motori a turbina di 145.000 CV che azionavano 4 eliche di 4,70 metri di diametro”.

La nave accoglieva 2.258 passeggeri (604 in prima Classe, 378 in seconda, 410 in Classe Speciale, 866 in terza Classe). Erano 756 i membri di equipaggio, che godevano di cabine climatizzate con telefono. A bordo c’erano anche due piscine, palestre, cinema e teatri, oltre una grande biblioteca, uno studio fotografico, la chiesa, molti negozi. Al ristorante, di livello, si preparavano 8.700 pasti e 12 portate in prima classe.

Dopo le leggi razziali, furono moltissimi gli ebrei che fuggirono col Rex. “I passeggeri ebrei, distribuiti in tutte le classi con imbarco a Genova o Cannes, iniziarono ad essere notati già nel 1934, con un graduale incremento sino a raggiungere numeri elevati negli anni successivi, sino al 20 maggio 1940 con l’ultimo viaggio. Nei viaggi verso gli Usa la nave era completa, mentre in direzione Europa trasportava solo qualche centinaio di passeggeri. Dal 18 marzo 1936, a cura dell’Union of Orthodox Jewish Congregations of America, per far fronte al grande numero di passeggeri ebrei in fuga dall’Europa, sul Rex furono imbarcati il rabbino americano Max Green e il cuoco Philip Klein. A bordo fu allestita una cucina Kosher con menù personalizzati e piatti con scritte in caratteri ebraici. Nello United States Holocaust Memorial Museum di Washington sono raccolte parecchie testimonianze fotografiche, scritte e registrate degli ebrei europei fuggiti a bordo del Rex. Tutti confermano la grande cura con cui furono accolti dall’equipaggio e il perfetto trattamento ricevuto durante la traversata, che compensava le pene subite e li aiutava a dimenticarle”. Info: segreteria@fondazioneansaldo.it.

Rosa Cappato

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