Municipio Ponente - 03 agosto 2021, 15:10

Scuola e pandemia, serve un cambio di passo. Appello per il Ponente genovese

Ester Bressan e Filippo Bruzzone, esponenti di Linea Condivisa, riassumono in sette punti le azioni che, secondo loro, andrebbero portate avanti, mentre ci si appresta al terzo anno di fila di lezioni funestate dal virus

Scuola e pandemia, serve un cambio di passo. Appello per il Ponente genovese

Mentre per il terzo anno di fila la scuola si appresta a essere caratterizzata dalla pandemia, ecco che tornano purtroppo vivi tutti i discorsi legati al distanziamento, all’obbligo delle mascherine in classe, nonché alla vaccinazione degli insegnanti, del personale Ata e degli studenti.

Intanto, è sempre più centrale anche il tema del diritto allo studio, perché è innegabile come, specialmente in caso di didattica a distanza, ci siano stati alunni più favoriti e altri meno favoriti, per un fatto di tecnologie, di livello della connessione, di vicinanza alle aule studio, di possibilità di accedere a supporti esterni.

Sono tutte questioni sulle quali un movimento molto attento come Linea Condivisa, che in Regione Liguria è rappresentato dal consigliere Giovanni Battista Pastorino, pone giustamente l’accento.

A Ponente, ne parlano i due esponenti Ester Bressan e Filippo Bruzzone, che tornano a sensibilizzare le istituzioni a ogni livello, quando mancano poche settimane alla partenza ufficiale dell’anno scolastico 2021/2022, fissata per il prossimo 15 settembre.

Bressan e Bruzzone hanno scritto nei giorni scorsi una lettera-appello. Secondo i due esponenti di Linea Condivisa (Bruzzone è anche consigliere municipale al VII Ponente per A Sinistra), “se, fino a qualche anno fa, la piena partecipazione scolastica era messa in difficoltà dalla mancanza di apparecchiature tecnologiche di supporto per lo studio, a seguito della pandemia, iniziata nel febbraio del 2020, la situazione si è complicata ulteriormente, sia per la mancanza degli strumenti necessari al normale svolgimento della didattica a distanza, sia per un progressivo affievolirsi della socialità nella popolazione scolastica, aggravando la precaria situazione sociale che caratterizza le zone marginali della città. Non vi è poi da trascurare la condizione economica di molte famiglie, nonché l’uso in comune dello stesso dispositivo sia per i genitori in smart working, sia per la frequenza dei diversi corsi dei figli. Si aggiunge a tutto ciò anche la mancanza di apparecchi ‘nuovi’, con dei sistemi operativi abbastanza aggiornati da poter supportare le piattaforme utilizzate dalle scuole per le videolezioni”.

Ester Bressan e Filippo Bruzzone ricordano che “nonostante molti istituti comprensivi si siano impegnati nel comodato d’uso di dispositivi, alcuni studenti si sono trovati in uno stato di difficoltà nel seguire le lezioni e svolgere attività quali compiti, verifiche e interrogazioni. Inoltre, anche la connessione a Internet si è dimostrata una barriera nel percorso scolastico, in quanto non tutte le famiglie sono in grado di mettere a disposizione una rete Wi-Fi o abbastanza ‘traffico Giga’ nel piano telefonico da consentire una continuità di frequenza, essendo una spesa mensile fissa: a tal proposito, facciamo presente come molti quartieri del Ponente abbiano un reddito Isee inferiore alla media cittadina: Cep, Lavatrici, Pra’, Voltri”.

È quindi necessario, secondo i due esponenti di Linea Condivisa, avviare alcune azioni ‘correttive’. Bressan e Bruzzone le hanno riassunte in sette punti: “Anzitutto, la possibilità di avere un accesso allo studio facilitato per tutti, tramite una connessione pubblica garantita. Quindi, il comodato d’uso di dispositivi, per il tramite degli istituti comprensivi. Occorre anche convocare le Commissioni competenti, sia in sede comunale sia municipale, al fine di comprendere appieno le esigenze degli istituti comprensivi del territorio e attivare il dialogo con la Conferenza Stato/Enti Locali, nonché richiedere alla Regione Liguria un nuovo bando per il sostegno alle famiglie numerose e/o a basso reddito di alunni frequentanti le scuole di ogni ordine e grado, che debbano munirsi di dispositivi idonei alla didattica a distanza, senza però commettere gli errori del 2020, con una ‘caccia allo scontrino’ davvero poco utile. Inoltre, vanno richiesti al Comune di Genova i dettagli di spesa dei fondi delle amministrazioni centrali adibiti all’accesso allo studio”.

E ci sono, per finire, due temi che da sempre stanno a cuore a Linea Condivisa: “Continuare a richiedere la creazione di aule studio sul territorio, come Linea Condivisa sta facendo almeno dal 2018, e che ha visto l’approvazione in via definitiva per un’aula studio, già dotata di strumentazione per la connessione, di parte della ex stazione ferroviaria di Pra’, progetto che però non ha ancora visto il finanziamento da parte del Comune di Genova. E dare l’opportunità di studiare all’aria aperta, ad esempio all’interno di parchi, mettendo a disposizione dei tavolini e sedute: tale iniziativa darebbe nuova vita agli spazi pubblici e offrirebbe occasione di aggregazione e riduzione dello stress della popolazione studentesca”.

Le idee sul tavolo ci sono. Quello che rischia di mancare è il tempo. Ma al terzo anno scolastico funestato dalla pandemia, è necessario, anzi vitale, tracciare dei percorsi che siano il più chiari possibile.

Alberto Bruzzone

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