Municipio Centro Ovest - 13 agosto 2021, 13:45

La rivolta anti strada ferrata troppo invasiva a Certosa non fa ferie, nuova lettera a Tursi: "Promesse non mantenute"

A quindici giorni dall’assemblea sul problema treni, secondo il Comitato di Certosa non ci sono state risposte; se non ci saranno presto e chiare - avvertono - scatterà di nuovo la protesta in forma evidente: “Ci prendete in giro” il grido della gente

La rivolta anti strada ferrata troppo invasiva a Certosa non fa ferie, nuova lettera a Tursi: "Promesse non mantenute"

La protesta anti treni sotto casa non va in vacanza al Campasso e il Comitato Liberi Cittadini di Certosa incalza l’amministrazione genovese sulla questione che tormenta la zona e rischia di stravolgere la vita di tanti con una ferrovia che passerebbe accanto a case e scuole.

Gli abitanti e chi li rappresenta hanno infatti scritto una nuova lettera al sindaco Bucci, all’assessore alla Mobilità, Matteo Campora, oltre al presidente del V Municipio Valpolcevera, Federico Romeo, che è nettamente contrario alla ferrovia in zona, indicando una dettagliata serie di quelle che vengono definite ‘incongruenze’ sul progetto.

“Anche se siamo in un periodo in cui la maggior parte di noi è in ferie - afferma e spiega Enrico D’Agostino, presidente del Comitato di Certosa - il nostro lavoro continua e abbiamo elaborato questo documento, tornando sugli argomenti non certo dissipati dalla mega assemblea di circa 15 giorni fa, che non ha fatto chiarezza su nulla”.

E nella lettera c’è il chiaro monito: “Tante promesse, tante parole, nulla di concreto. Non è cambiato nulla e perdurando la situazione siamo pronti ad attuare nuove forme di protesta”.

“Siamo veramente stupiti e sinceramente contrariati - dice la lettera - dalla mancata coerenza delle parole in pubblico del sindaco, rispetto all’attuazione degli impegni assunti. Continuiamo a sostenere che non esiste territorio come il nostro, che verrà colpito da interventi infrastrutturali contemporanei di inusuale pesantezza, ma non esiste da parte del sindaco e dal Comune l’attenzione adeguata”.

Ed ancora: “A distanza di 15 giorni dall’assemblea pubblica sulla linea merci Bivio Santa Limbania - Sampierdarena - Via Campasso - Bivio Fegino, siamo ancora in attesa di un primo confronto ‘dell’Osservatorio’ su un percorso alternativo, che per noi rimane la priorità assoluta”.

Progetto alternativo sul quale peraltro insistono particolarmente i residenti almeno per quanto riguarda il passaggio dei convogli vicini alle case.

Il Comitato Liberi Cittadini del Campasso ricorda al primo cittadino della città della Lanterna che si era impegnato “pubblicamente in tal senso e anche a sostenere progetti di percorsi alternativi percorribili, ribadendo più volte che i soldi non sono un problema. E così deve essere se non si vuole sacrificare la tutela della salute, della sicurezza, della qualità della vita della popolazione alle logiche puramente economiche che troppo spesso sono alla base delle scelte progettuali”.

Quindi la lettera ribadisce e ricorda le richieste degli abitanti, che sono state peraltro avanzate a novembre 2020, senza tuttavia ottenere, almeno ad oggi, alcuna risposta: “Istituzione di un Point informativo per la cittadinanza e la pubblicazione sul sito del Comune delle notizie relative alle due infrastrutture; progettazione e riqualificazione di tutte le aree territoriali interessate dalle infrastrutture; il mantenimento del parcheggio di via della Pietra; il finanziamento della progettazione della riqualificazione di piazza Palli e riadeguamento dell’attuale parcheggio; l’acquisizione completa dell’ex Officina delle ferrovie, con accesso da piazza Facchini, ad uso parcheggio con progetto di futura riqualificazione per la stessa; presentazione di un cronoprogramma dei lavori della Metropolitana che stanno per iniziare; l’individuazione di un parcheggio e giardino al posto dei caseggiati di via Ariosto (civici 2 e 4) interessati dal prolungamento della metro, con totale esproprio delle attuali abitazioni; l’avvio dei testimoniali di stato, per tutti i caseggiati interessati dalle infrastrutture, a carico delle ditte”.

Ma non è finita perché c’è pure la richiesta di “verificare l’individuazione di aule alternative per le scolaresche a più diretto contatto con le cantierizzazioni; l’attivazione dei Pris con verifica dei criteri e risorse a disposizione per le attività commerciali e residenti”.

A luglio, ricorda D’Agostino, “abbiamo chiesto all’assessore competente un confronto sul progetto e attivazione cantieri del metrò, in quanto urgono momenti decisionali”. Il sipario sulla lettera si chiude con una polemica non proprio soft: “Sono questi una parte degli argomenti, che con parole più schiette e dirette ci fanno pensare di essere presi in giro insieme a tutti i residenti e che non possiamo tollerare e per questo rimaniamo in attesa urgenti segnali concreti, prima di attivare nuove iniziative con la cittadinanza”.

Dino Frambati

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