Attualità - 31 agosto 2021, 16:01

Pegli, quasi completato il restauro della Capanna svizzera di Villa Pallavicini (FOTO)

Mancano pochi ritocchi ed il parco storico s’arricchirà di un ulteriore prezioso tassello che ritorna al suo antico splendore; l’inaugurazione è prevista per la fine di settembre quando ricorrerà il 175° compleanno della Villa

Pegli, quasi completato il restauro della Capanna svizzera di Villa Pallavicini (FOTO)

È in fase di completamento, presso il parco storico di Villa Pallavicini a Pegli, il restauro della Capanna svizzera, uno dei più preziosi tasselli del mosaico architettonico e scenografico ideato nella prima metà dell’Ottocento dall’architetto, decoratore e scenografo Michele Canzio.

I lavori, come spiegano i gestori della struttura che è da parecchi anni una delle principali attrazioni del ponente genovese, “procedono a ritmi serrati e ormai il più è fatto. I terrazzamenti con gli alberelli di ulivo sono stati puliti e sistemati, le scalinate di collegamento tra fasce e zona della capanna sono state realizzate, la vegetazione adiacente all’area è stata potata ad arte e, infine, la capanna è stata conclusa. Mancano solo l’inserimento di qualche arbusto scenografico, appena le temperature scenderanno, ancora qualche piccolo tocco, e il restauro potrà ritenersi concluso”.

L’inaugurazione è prevista verso la fine di settembre, in occasione della festa per i 175 anni di Villa Pallavicini. Il completamento del restauro conservativo del lussureggiante parco genovese è stato possibile grazie al sostegno in regime di ‘Art bonus’ di Asef, la società di onoranze e trasporti funebri del comune di Genova. Con un’erogazione di trentamila euro, emessi in due tranche, la società partecipata del Comune interviene in un’area pubblica cittadina riconosciuta culturalmente nel quadro europeo come uno degli esempi eclatanti di giardino all’inglese di taglio romantico.

“Mettere il sigillo su un lavoro di tale rilievo nell’ambito del patrimonio culturale genovese - commenta l’amministratore unico di Asef Maurizio Barabino - conferma il nostro entusiasmo nell’intervenire in progetti di recupero che abbiano un valore pubblico”. Il dirigente amministrativo e gestionale di Asef Franco Rossetti specifica che “l’operazione è stata effettuata attraverso l’utilizzo dell’Art bonus. Asef anche in questo caso ha garantito il recupero di un’opera che potrà essere fruita dal grande pubblico”.

Il parco, realizzato tra il 1840 e la fine degli anni Sessanta del diciannovesimo secolo su commissione del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini, nella sua impostazione architettonica e paesaggistica segue le logiche del melodramma e sviluppa un sofisticato racconto esoterico massonico durante un percorso di circa tre chilometri. Il percorso si snoda come nella tragedia greca, con un prologo, un antefatto, tre atti e un esodo finale. La trama del viaggio è lo sviluppo spirituale dell’uomo attraverso un passaggio nella natura che lo riporterà alla luce dall’oscurità della partenza.

Un’impostazione intellettuale così radicale e precisa necessitava di un approccio altrettanto ‘elevato’. Il restauro del parco è stato affidato dal comune di Genova allo studio ‘Ghigino&Associati architetti’ che successivamente ha creato l’Ati Villa Durazzo Pallavicini e ne ha assunto la concessione d’uso. Tra il 2010 e il 2016 il Comune ha destinato quattro milioni di euro al restauro che, però, non era giunto a completamento. La ricostruzione della ‘Capanna svizzera’, realizzata anche grazie ad un antico progetto di pugno di Canzio, porta dunque al termine la ristrutturazione generale restituendo coerenza alla composizione architettonica complessiva.

Alberto Bruzzone

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