Oggi pomeriggio molte persone hanno sfidato il tempo inclemente per partecipare alla cerimonia di commemorazione della deportazione degli ebrei genovesi. L'evento ha visto la partecipazione del sindaco Marco Bucci, dell'Arcivescovo Tasca e del rabbino capo Giuseppe Momigliano, del Presidente della comunità ebraica Ariel Dello Strologo, del Prefetto e della Comunità di Sant'Egidio.
L'evento ha avuto luogo sotto i portici del Carlo Felice, senza l'originariamente prevista marcia fino alla sinagoga, per via della pioggia.
Davanti ai gonfaloni della Regione e del Comune e di fronte alla folla su cui ondeggiano i cartelli coi lugubri nomi di Auschwitz, Treblinka, Mathausen, Fossoli (anche in Italia ci sono stati campi di concentramento e sterminio), canta il coro Shlomot e poi riecheggia il monito contro il fascismo e il razzismo sempre pronti a riemergere. Nelle parole di Dello Strologo “non può esserci presente senza memoria”.
Il sindaco aggiunge come le possibilità economiche della nostra società debbano andare di pari passo col rispetto per la libertà, e ricorda la difficoltà di compiere la cosa giusta, la complicità istituzionale con le deportazioni.
Anche l'arcivescovo ripete le scuse come credente, ma è l'intervento del rabbino Momigliano a chiudere la cerimonia con una ripresa degli interventi precedenti e una commossa preghiera in ebraico e italiano per i morti nei campi di concentramento.
Ricordare per un presente e un futuro migliori.










