“Sono preoccupato per quanto accaduto in via Buranello e per la trascuratezza del sottosuolo sampierdarenese, dove scorrono molti corsi d’acqua tombinati. Avevo dato più volte l’allarme sulla situazione che era diventata nuovamente critica in autunno, quando si erano verificate precipitazioni abbondanti. Ripetizione di quanto peraltro avvenuto in passato, ma cui non è stata data alcuna soluzione. Quando accaduto in via Buranello dimostra che la situazione è seria e potrebbe provocare altri problemi”. Lo afferma Fabrizio Maranini, presidente della Seconda Commissione del Municipio II Centro Ovest, che, quando è avvenuto lo sprofondamento del manto stradale nella strada che riceve gran parte del traffico dal centro al ponente, stava partecipando alla manifestazione contro i depositi del petrolchimico che saranno collocati in porto, nella parte di Sampierdarena.
“Mi sono subito recato in via Buranello, dove era stata bloccata la circolazione - racconta l’esponente del Pd - e mi sono qualificato come presidente di Commissione del Municipio II Centro Ovest. Ho chiesto informazioni sull’accaduto ai tecnici che si trovavano sul posto che mi hanno ascoltato con attenzione e mi hanno anche risposto per quello che era possibile. Le cause del crollo non sono infatti ancora chiare e probabilmente ci vorrà tempo per comprenderle. L’ipotesi più verosimile è quella dell’escavazione dell’acqua che appunto scorre sotto Sampierdarena”.
Possibile, indica Maranini, che l’acqua abbia eroso la parte sottostante del manto stradale, provocando il cedimento. “Io avevo dato l’allarme, ancora due mesi fa e lo avevo ripetuto a novembre - dichiara il consigliere di via Sampierdarena - che la situazione del sottosuolo della delegazione è critica. Avevo fatto rilevare che il rischio alluvioni è alto e che l’acqua sgorga dal sottosuolo. Ma non è stato fatto nulla e questi sono i risultati. Lo dico dopo aver parlato con tanta gente, tecnici, persone che hanno subito danni alluvionali. E avevo indicato come fosse necessario lo scolmatore Barabino per permettere un deflusso delle acque migliore. Se così fosse i rischi sarebbero inferiori”.
Intanto il fatto di via Buranello ha sconvolto la comunità sampierdarenese che ora teme si possano verificare altri crolli nella stessa strada, che peraltro era stata rifatta non molti anni fa, o in altri punti del centro storico della delegazione, la cui storia recente è tristemente ricca di gravi eventi alluvionali. Le fogne, in questa parte di Genova, ricevono acqua dalla collina molto cementificata e non reggono. Quando vennero costruite la situazione era totalmente diversa. Nel secolo scorso i rivi sono stati quasi tutti tombati e la speculazione edilizia post bellica ha fatto il resto. E ora Sampierdarena si trova a fare i conti con questa situazione disastro, cui peraltro non ha messo mano alcuna amministrazione nonostante la ripetitività degli eventi avversi.






