Politica - 27 gennaio 2022, 07:58

La piaga delle classi chiuse per quarantena, il provveditore: "La scuola è un servizio essenziale che non può fermarsi"

"È dovere delle istituzioni lavorare insieme. L’istruzione, per altro, non si concentra in un periodo preciso, ma è un percorso che si sviluppa lungo tutta la vita", spiega il professor Clavarino

La piaga delle classi chiuse per quarantena, il provveditore: "La scuola è un servizio essenziale che non può fermarsi"

Prospettive e aspettative per la scuola con le numerose classi in quarantena. Ne abbiamo parlato con il Provveditore agli Studi di Genova e Savona, Prof. Alessandro Clavarino, al riguardo del disagio che viene registrato nelle scuole genovesi a causa delle negative ricadute delle quarantene da Covid.

La Repubblica del 25 gennaio 2022 riporta la notizia secondo cui i genitori degli alunni della scuola primaria “Daneo” hanno espresso la loro solidarietà agli insegnanti, nella consapevolezza che la scuola sembra abbandonata a sé stessa, costretta a districarsi fra regolamenti che cambiano continuamente, umiliata nel suo ruolo fondamentale per la società e che si regge spesso sul contributo volontario di insegnanti e famiglie che inventano insieme i modi per tirare avanti.

Considerato quanto sopra, abbiamo chiesto a Clavarino di voler dare un quadro della situazione attuale delle scuole genovesi e di formulare una sua proposta per scongiurare le quarantene indiscriminate di questi ultimi tempi

Il Provveditore ha contestato l’affermazione circa il fatto che la scuola sia abbandonata a sé stessa. All’opposto, sostiene che la scuola come istituzione "è stata e continua ad essere tenuta in grande considerazione nei programmi governativi. Vero è che stiamo affrontando una situazione emergenziale che, in quanto tale, richiede interventi che vanno definiti di concerto, con il pieno coinvolgimento di uffici, istituzioni scolastiche, istituzioni sanitarie e ministero, al fine di scongiurare le innegabili difficoltà". 

Il Provveditore è consapevole che le scuole primarie sono certamente quelle maggiormente colpite dagli effetti negativi della pandemia, anche perché la DAD non risulta efficace, bensì produce diseguaglianze, disagio sociale e criticità nella fase più delicata della crescita. Pertanto, soprattutto questo livello scolastico necessita di quelle semplificazioni delle procedure di messa in quarantena proposte dai presidenti di Regione e che sono state oggetto di un apposito tavolo tecnico nazionale, finalizzate ad evitare o, almeno, a ridurre il numero di classi chiuse.

Clavarino afferma: “Il tempo che stiamo vivendo è tale da mettere in evidenza le nostre fragilità e non la nostra capacità di risposta”.

È risaputo che la posizione del governo riguardo all’apertura delle scuole è di massima priorità: il diritto all’istruzione è un diritto fondamentale costituzionalmente tutelato. Altrettanto tutelato è il diritto alla salute. Fatta questa premessa, abbiamo chiesto come si potrebbe riuscire a contemperare i due diritti, perché entrambi degni di considerazione.

"La scuola è un servizio essenziale, - spiega Clavarino - fondamentale che non può subire arresti, nonostante le difficoltà. È dovere delle istituzioni lavorare insieme. L’istruzione, per altro, non si concentra in un periodo preciso, ma è un percorso che si sviluppa lungo tutta la vita. Istruzione e salute non sono due mondi contrapposti, bensì devono costruire alleanze". 

Il decreto-legge del 7 gennaio 2022 n1 prevede l’obbligo vaccinale al personale delle scuole e delle università a partire dal primo febbraio 2022. Da tale data la vaccinazione sarà requisito essenziale per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Chi non risulterà in regola sarà sospeso dal servizio. Questa evenienza non dovrebbe però coinvolgere il personale scolastico in quanto già obbligato alla vaccinazione. Il problema si pone però per il personale positivo in quarantena in quanto ciò sta già causando assenze dal servizio. Sappiamo di scuole che, per sostituire gli insegnanti assenti, si rivolgono all’università per reclutare neolaureati anche triennali. 

Clavarino ha dichiarato che "C’è stata un’iniezione di organico nelle scuole grazie ad un investimento di 400 milioni di euro su piano nazionale per incrementare il personale. In particolare, la Liguria è stata destinataria di 20 milioni e le scuole hanno acceso 2000 contratti che equivalgono al 10% del contingente complessivo".

Clavarino continua dicendo che "la carenza d’organico affligge la scuola da prima della pandemia che ha contribuito ampiamente ad accentuare la criticità. Il problema è all’origine: i laureati abilitati sono in numero inferiore rispetto alle posizioni da ricoprire, soprattutto sulle discipline scientifiche e sul sostegno didattico. Poi esiste il problema dei ritardi nell’indizione dei concorsi. Pertanto, le scuole si vedono costrette a ricorrere ad altre forme di reclutamento. Un’altra piaga della scuola è il precariato".

Clavarino, fa notare, però, che "nel 2021 in Liguria sono state stabilizzate 1200 unità di personale: nessun’azienda ligure ha mai raggiunto un tale risultato".

Il Provveditore conferma che taluni istituti scolastici si siano rivolti all’Università degli Studi di Genova per reclutare anche laureati triennali se non addirittura laureandi. D’altronde, in assenza di graduatorie, non ci sono alternative possibili. 

In conclusione, abbiamo chiesto se sia possibile prevedere un ritorno alla situazione di stabilità registrata nelle settimane che hanno preceduto le festività natalizie. In effetti, il periodo festivo ha contribuito ad un innalzamento della curva dei contagi che stiamo osservando dalle ultime settimane. Clavarino ritiene, però, che "sia stato raggiunto il plateau cui dovrebbe seguire una discesa dei numeri dei contagi e, quindi, il ritorno al lavoro dei guariti. Inevitabilmente, le criticità di cui si sta parlando andranno scemando nel tempo". 

Christian Torri


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