Un contributo alla riflessione del centrodestra ligure e nazionale di Antonio Bettanini scrittore e politico, portavoce di una visione riformista e liberalsocialista che non vuole morire democristiana : "Penso che il centrodestra dovrebbe ancorare il proprio radicamento ad un "più" di decisione della politica su mandato diretto dei cittadini.
A queste condizioni ( elezione diretta del Presidente; legge elettorale costruita sul modello dell'alternanza; riforma della giustizia e del csm in particolare; etc.) la scelta se appartenere o meno non sarebbe una questione di tradimento ma una scelta di prospettiva che voglia esaltare le conclusioni del confronto che molti anni fa aveva cominciato a costruire una nuova repubblica sulle macerie della prima.
Per converso chi uscendo dal centrodestra percorre la strada del proporzionale lavora ( in cambio di una visibilità che certo non morirebbe nel sistema dell'alternanza) a rifondare quel sistema politico paralizzato che è già crollato con la Prima Repubblica.
Lo stallo nell'elezione del Presidente non ha a che fare con la "protervia" di Salvini nè con la melina di Letta, ma con la frantumazione condominiale dei partiti e dei gruppi che ora il cosiddetto centro si appresta a celebrare con una legge ad hoc.
Detto ciò il centrodestra deve rifondarsi ed interrogarsi sul perchè la sinistra sia più attrattiva dell'area moderata e su come conciliare l'ispirazione e l'intuizione originaria e originale del suo fondatore con frequenti cambi di linea soprattutto nella materia costitutiva della sua identità. Mentre alle altre componenti vien da chiedere politiche meno unidimensionali (sacrificando le virtù ed il dinamismo del nord in favore dell'immigrazione), una posizione meno ambigua rispetto alla pandemia, un 'attenzione intelligente alla società civile che si concretizzi nella selezioni di élite amministrative di riconosciuto valore".






