Sette dei nove locali notturni ‘puniti’ con la chiusura anticipata nei giorni festivi e prefestivi, potranno tenere aperto fino all’una di notte. Lo prevede la nuova ordinanza del Comune, in vigore fino al 31 maggio, firmata nei giorni scorsi dalla dirigente del settore servizi per il commercio Sandra Perego. La nuova ordinanza del Comune sulla movida nel centro storico riprende i recenti pronunciamenti del Tar a cui si erano rivolti alcuni dei commercianti a cui era stata inizialmente imposta la chiusura alle 23.30.
Due bar di via San Bernardo potranno tenere aperto fino alle 2. Il motivo, l’aver cercato un dialogo con l’amministrazione, predisponendo un servizio di vigilanza fuori dal locale, oltre che il posizionamento dei tavolini all’esterno.
Nell’ordinanza è infatti previsto che l’orario di chiusura può essere modificato in caso di “eventuale adozione da parte del locale di un piano di mitigazione del disturbo condiviso con l’Amministrazione”.
I pareri sulla nuova ordinanza sono discordanti. Alcuni dei proprietari dei locali sono favorevoli al provvedimento, e si tengono stretto il nuovo orario, con la possibilità eventualmente di posticipare la chiusura alle 2, altri avrebbero preferito tornare alle vecchie regole, che permettevano di tenere aperto fino alle 3.
Il difficile compito del Comune è stato quello di conciliare le esigenze sia dei commercianti che degli abitanti della zona. In particolare i comitati da tempo avevano chiesto a gran voce uno stop alla movida selvaggia, richiesta avanzata ufficialmente a novembre, quando in seguito a una riunione, i comitati ‘Assest’ e ‘Vivere il Centro Storico’ avevano proposto di chiudere i locali tutte le sere entro mezzanotte. Il Comune ha provato ad accontentare gli abitanti, ma il Tar a cui si sono rivolti alcuni commercianti ha dato ragione a questi ultimi, posticipando la chiusura all’una di notte. Da qui la mediazione di Tursi: chiudere all’una, ma se si è più ‘buoni’ anche alle 2.