Sport - 03 febbraio 2022, 16:00

Serrata delle piscine contro il caro bollette, a Pra’ aumenti di cinquantamila euro

Il direttore dell’Acquacenter I Delfini, Marco Ghiglione, si unisce alla protesta. “Bene l’intervento da parte del Comune di Genova, ma assolutamente non basta. È il Governo che deve provvedere a salvarci”

Serrata delle piscine contro il caro bollette, a Pra’ aumenti di cinquantamila euro

Il confronto è impietoso e genera problemi di ogni sorta. Extracosti fortissimi, difficoltà a far quadrare i bilanci, pericolo di dover chiudere le attività, lasciando a casa moltissimi lavoratori. Si è sentito parlare da più parti (e si è cominciato a sperimentare, purtroppo) dell’aumento dei costi per energia elettrica e gas, con conseguente rincaro delle bollette.

Se questa è una mazzata per le singole abitazioni, lo è ancor di più per quelle attività inevitabilmente energivore, come ad esempio le piscine. Tutti gli impianti sportivi natatori hanno ricevuto bollette con aumenti sino al 50% e hanno iniziato a mostrare le loro fatture, affiancandole a quelle del 2019 e a quelle del 2020.

Il Comune di Genova ha provato a tamponare la situazione, effettivamente critica, attraverso lo stanziamento di un contributo straordinario per i dieci impianti cittadini, ma è dal Governo che si attende un segnale ed è per questo che i gestori, per la prima volta, organizzano una serrata generale.

Domenica prossima, 6 febbraio, le piscine resteranno chiuse, a parte quelle che ospitano competizioni agonistiche. “Le attività previste negli impianti - si legge nel comunicato congiunto - saranno pertanto sospese, ad eccezione degli eventi agonistici già fissati con i comitati regionali di competenza. In attesa di risposte concrete inerenti in particolare la situazione del caro bollette, l’iniziativa, trasmessa da più comunicati, ha lo scopo di attenzionare le più alte istituzioni sulla situazione critica in cui si trova l’intero comparto. A livello locale, le amministrazioni proprietarie degli impianti sono intervenute per quanto possibile a sostegno degli enti gestori, dimostrando la loro attenzione e comprensione. Risulta tuttavia evidente che senza un’azione alla radice del problema la situazione volga nel breve termine a essere insostenibile. Le società ringraziano sin d’ora la propria utenza per l’attenzione e si scusano per gli eventuali disagi arrecati”.

Tra i gestori di impianti, ecco il parere di Marco Ghiglione, che da moltissimi anni ha legato la sua professione alle piscine e guida sia l’Acquacenter I Delfini sulla Fascia di Rispetto di Genova Pra’ che il Parco Benessere Bellavita, che si trova a Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria.

“Energia elettrica e gas sono fondamentali - ragiona Ghiglione - per il funzionamento delle piscine e quindi anche per quanto ci riguarda. A Pra’ alla fine del 2022 stimiamo di avere extracosti nell’ordine dei cinquantamila euro, ma ad Alessandria sarà ancora peggio. Alla fine lo squilibrio sarà di quasi mezzo milione di euro, e dove andiamo a prendere questa cifra considerando il fatto che, anche a causa del Covid, dobbiamo adottare tutte le limitazioni e parecchie persone non hanno rinnovato il loro abbonamento? Siamo rimasti chiusi per parecchi mesi durante la pandemia, poi è arrivato questo problema del caro energia. Ci siamo organizzati a livello unitario per far sentire la nostra voce e perché qualcuno del Governo voglia prendere realmente coscienza di questa situazione. Il Comune di Genova ha fatto la sua parte, per quanto nelle sue possibilità, e noi ovviamente lo ringraziamo. Ma non basta assolutamente”.

La serrata del 6 febbraio ha il chiaro obiettivo di accendere i riflettori su questo versante. Le piscine chiuse significano mancanza di attività sportiva, mancanza di benessere, bambini e adolescenti a casa. Uno scenario da evitare a tutti i costi, insomma.

“Nel novembre del 2019 - prosegue Ghiglione - il Bellavita ha pagato 32mila euro di energia elettrica. Nel novembre del 2021, a fronte degli stessi chilowatt utilizzati, ne ha pagato 51mila. E il gas? La bolletta di dicembre 2019 era di 91mila euro, la bolletta di dicembre 2021, con gli stessi consumi, è diventata di 120mila. Se moltiplichiamo tutto questo per dodici mesi, è facile rendersi conto che non possiamo stare in piedi”.

Le piscine sono attività private, ma creano un risvolto enorme dal punto di vista sociale e comunitario, e di questo non si può non tener conto. Si è visto quanto sia grave la loro mancanza, nei mesi del lockdown del 2020. A Pra’ tra dipendenti diretti e indiretti, lavorano cento persone. Anche l’aspetto occupazionale non è di secondo piano.

Qualcuno si prenderà la briga di occuparsi della situazione? La sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, nei giorni scorsi ha dichiarato: “Stiamo lavorando a delle misure che possano essere di immediato aiuto per il mondo dello sport. In queste settimane abbiamo ascoltato tantissime associazioni sportive, assessori allo sport, soprattutto in merito al problema degli impianti sportivi, delle piscine, alle prese con il caro bollette. Stiamo mettendo nero su bianco un provvedimento che vada a sostenere quelle realtà che in questo periodo hanno avuto dei costi elevati. Stiamo prevedendo, poi, un intervento per rifinanziare il fondo per le spese Covid, anche in base al documento condiviso con la Conferenza Stato Regioni. Così come un’altra misura importante è quella del credito d’imposta. Si tratta di una serie di interventi molto importanti”. I primi 360 milioni di ristori sono stati stanziati per piscine, discoteche e per la filiera del tessile. Bastano: assolutamente no.

 

Alberto Bruzzone

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