“Nessuna procedura di esproprio e nessun valore degli immobili è stato indicato ai cittadini”. Così l’assessore alla mobilità Matteo Campora ha risposto alle interrogazioni in consiglio comunale di Gianni Crivello (Lista Crivello), Stefano Giordano (M5S) e Alberto Pandolfo (Pd) sul progetto di ampliamento della rimessa di Staglieno.
Campora, che si è detto aperto a un confronto con i cittadini ha spiegato che il progetto non è ancora definitivo, e che prima di avviare il cantiere, ovvero entro un anno e mezzo circa, è possibile modificarlo, dopo aver parlato con i cittadini interessati e dopo l’attivazione del pris.
All’assessore i tre consiglieri di opposizione hanno replicato mostrando i documenti che mostrano il valore dato agli immobili che dovranno essere espropriati. Contro il progetto è nata una mobilitazione nel quartiere che ha coinvolto il municipio, il cui presidente Roberto D’Avolio ha scritto in più occasioni a Campora per chiedere un confronto tra il Comune e la cittadinanza.
L’operazione rientra nell’ambito dei progetti finanziati con fondi Pnrr, finanziato dal Mims (Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili) con l’obiettivo da parte dell’amministrazione genovese di una nuova mobilità sostenibile e del Pums cittadino che “si fonde con l’obiettivo dell’amministrazione - si legge sul sito del Comune - di procedere verso una graduale dismissione di tutti i mezzi pubblici a combustione attraverso nuovi mezzi di tecnologia avanzata completamente elettrici (In Motion Charging / Opportunity). Le rimesse di Gavette e Staglieno, oltre ad essere strumentalmente fondamentali, porteranno in dote al Municipio IV Media Val Bisagno anche un’importante riqualificazione dell’aree pubbliche, avendo previsto, tra le altre cose, sistemazioni a verde e strutture sportive che rientrano nell’ambito di tale progetto”.






