L’aeroporto di Genova ha annunciato la chiusura totale ai voli dalle 23 di venerdì 11 marzo fino alle 6 di domenica 20. Uno stop a decolli e atterraggi che costituisce un piccolo sacrificio per la città in prospettiva però di avere una delle piste migliori d’Italia.
“Il nostro scalo - fanno sapere fonti aeroportuali - non ha alcun problema e vanta tuttora una buona pista. Tuttavia questo imponente lavoro si deve considerare preventivo, per avere un nastro di asfalto perfetto e che durerà moltissimo nel tempo, senza necessità di ulteriori interventi”.
Insomma sacrificio di una manciata di giorni per avere un grande risultato, visto che l’ultimo rifacimento della pista avvenne nel 2001, in occasione del G8 che si celebrò in quell’anno a Genova.
Due le fasi dei lavori, delle quali una già in atto. Si svolge infatti di notte da qualche giorno, quando la pista chiude, senza incidere minimamente sul traffico aereo, in quanto non sono previsti voli nelle ore notturne. E consiste in lavori in buona parte già effettuati per la predisposizione delle luci a contorno e in mezzo alla pista. Duecento canaline che vanno scavate per i tre chilometri di lunghezza della pista ed una larghezza di 40 metri, cui vanno aggiunti dieci laterali per parte, che sono i bordi di sicurezza. Facendo la somma una sessantina di metri in totale.
Da rilevare che la pista del Colombo è molto lunga e può permettere atterraggi e decolli per qualunque tipo di aereo in dotazione all’aviazione civile. Va ricordato che sulla pista di Sestri e Cornigliano sono atterrati non poche volte i mitici Jumbo (Boeing 747) e persino il Concorde. Aerei che hanno fatto storia nell’aviazione e sono passati agli annali del volo.
La fase due, invece, è quella che costringe alla chiusura per dieci giorni e altrettante notti, sospendendo tutta l’attività per effettuare il vero e proprio rifacimento della pista, compresi i raccordi attraverso i quale gli aerei completano il rullaggio arrivando appunto in pista. Si è scelto di effettuare il lavoro chiudendo lo scalo, essendo tecnicamente una soluzione migliore rispetto a lavori nella notte e apertura di giorno dell’aeroporto. Una tipologia di cantiere a pezzi che sarebbe stata meno efficace al fine di un lavoro fatto in maniera eccellente, omogenea e completa. Per rifare la nuova pista si scaverà fino a 5 centimetri nelle parti meno sollecitate dal traffico aereo, arrivando invece fino a 10 centimetri nella parte centrale, dove mettono materialmente a terra le ruote gli aeromobili. Il lavoro di rifacimento, per dare un’idea forse più comprensibile all’utenza, è pari a quello che sarebbe necessario per rifare 24 chilometri di carreggiata in una autostrada. Lavoro, dicevamo, che in aeroporto sottolineano come sia “preventivo”, dal momento che la pista del Colombo non ha alcun problema. Importante e imponente il lavoro, adeguata la cifra investita per realizzare il nuovo nastro d’asfalto e pari a 3,8 milioni di euro.






