Politica - 11 marzo 2022, 12:00

Linea Condivisa: "Per Bucci esiste solo il metodo repressivo, noi invece puntiamo a creare una comunità educante"

La nota di Linea Condivisa per "l'attività definita dalla giunta comunale di “alto impatto”, un blitz della polizia locale nei giardinetti di via Canevari, con tanto di cani, che ha portato al sanzionamento di 48 ragazzi per violazione della normativa sulla detenzione delle sostanze"

Linea Condivisa: "Per Bucci esiste solo il metodo repressivo, noi invece puntiamo a creare una comunità educante"

Tra il 3 e il 4 marzo scorsi, durante un’attività definita dalla giunta comunale di “alto impatto”, un blitz della polizia locale nei giardinetti di via Canevari, con tanto di cani, ha portato al sanzionamento di 48 ragazzi per violazione della normativa sulla detenzione delle sostanze. 

«Questo a riprova che l'unico metodo che conosce la Giunta Bucci è quello repressivo - dichiara Rossella D'Acqui, presidente di Linea Condivisa - infatti nella strategia d'azione dell'attuale amministrazione comunale mancano sempre la prevenzione e un approccio pedagogico ed educativo. Quello che viene messo in atto è un sistema sanzionatorio che si materializza in posti di blocco e appostamenti, anche in borghese, in cui nel mirino delle forze dell'ordine finiscono sempre i singoli cittadini e mai la criminalità organizzata. Un buon metodo per fare facilmente cassa, ma che poco ha a che fare col rendere Genova una città più sicura».

«L'amministrazione pubblica si deve occupare di prevenzione e rieducazione - dichiarano Cesira Bertoni e Alessandro Sgambati, referenti del tavolo di lavoro sulle politiche sociali di Linea Condivisa - Rispetto alla Giunta Bucci noi di Linea Condivisa siamo su binari diametralmente opposti: intendiamo lottare contro la povertà educativa e l'abbandono scolastico. Siamo profondamente convinti che sia necessario investire maggiormente su strumenti educativi e rieducativi perché denunce, sanzioni e multe non creano sicurezza e non combattono realmente il problema: creano solo una falsa percezione di maggior controllo della situazione».

«Occorre partire dall’analisi dei bisogni e delle necessità dei territori, dalle istanze delle persone (adolescenti, anziani, famiglie ecc.), da interventi mirati in ambito sociale - prosegue il consigliere municipale Vincenzo Palomba, capogruppo di Linea Condivisa in Municipio Centro Est - In tema di adolescenti, le persone giovani hanno bisogni che troppo spesso non ascoltiamo, che liquidiamo con critiche feroci paragonando i nostri tempi ai loro. Ma questi sono i loro tempi, schiacciati dal dilagante capitalismo che li vuole consumatori compulsivi, da famiglie a volte assenti per mancanza di tempo o per mancanza di qualità di tempo a loro dedicato, da un sistema scolastico poco protagonista che non ha strumenti e finanziamenti adeguati, nonostante possa contare su ottimi e motivati insegnanti».

«Abbiamo bisogno di un netto cambio di narrazione, in cui la sicurezza ha bisogno dell’educazione più che della sanzione - conclude Rossella D'Acqui - In questo contesto sarà più facile comprendere l’importanza di educatori, educatrici, pedagogisti e pedagogiste all'interno delle scuole, della necessità di un maggior numero di assistenti sociali, di un ripensamento del sistema didattico-educativo-sociale abbracciando una visione organica e sistemica in cui tutti gli attori coinvolti (scuole, comunità, centri aggregativi, famiglie, servizi sociali, servizi sanitari di supporto alla genitorialità ecc.) concorrano alla costruzione di una presa in carico di rete dell’individuo e della famiglia».

Riorganizzare tutto il sistema dei servizi sociali, creando un solido collegamento tra scuola, territorio, enti locali, associazionismo, famiglia porterà alla nascita di una comunità educante.

Comunicato Stampa


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