“Il cuore è un organo” è il titolo dell’esordio letterario di Francesca Michielin, che ieri, 22 marzo, ha incontrato il suo pubblico per la presentazione e il firmacopie di rito organizzato dalla Feltrinelli di Genova nell’Area Archeologica dei Giardini Luzzati.
Una chiacchierata con Maurizio Carucci che, come tutti gli artisti genovesi quando è a Genova è e si sente a casa, ha dato spunto a una serie di riflessioni che non volevano essere solo incentivi all’acquisto del libro: la storia, declinata al femminile, con personaggi molto intensi e differenti tra loro, lascia spazio all’emotività dell’autrice, al suo desiderio di rallentare e di cogliere le tutte sfumature che l’essere umano racchiude al suo interno.
Non un romanzo autobiografico, tiene a sottolineare Francesca Michielin, nonostante il mondo musicale sia la cornice del racconto, ma uno sguardo su quel che è effettivamente vivere con il peso sulle spalle del dover essere qualcosa.
“Essere una cantante pop non dovrebbe essere un limite, non dovrebbe escludere la possibilità di ascoltare Bach e di coltivare rose. Un'artista è, e non è solo quello che fa” tiene a sottolineare l’autrice, senza nascondere il peso dell’etichetta da popstar che forse troppo spesso si è vista attaccare addosso.
E invece, a dispetto di polemiche e pronostici, continua a collezionare successi negli ambiti più disparati: oltre alla musica (è autrice, cantante, polistrumentista e ha da poco conseguito la laurea in canto jazz al Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto), oltre all’esordio nel mondo letterario, ha iniziato da poco a calarsi nell’inedita veste di reporter per Sky Nature. Nel suo programma “Effetto Terra” approfondisce temi centrali nel dibattito contemporaneo su ecologia e sostenibilità. Proprio sulla possibilità di fare comunità, di abbandonare la vita sintetica della grande città, si è poi concentrato Carucci: “Le comunità esistono perché i pezzi si perdono e bisogna tenere unito quello che c’è” è una delle frasi estrapolate dal libro. E la stessa autrice conferma di essere dovuta andar via da Milano per riuscire a scrivere senza sentirsi sopraffatta dalla frenesia.
Dieci anni di carriera da poco celebrati, dieci anni da quando per la prima volta ha calcato il palco di X Factor conquistando fin da subito il pubblico più attento, nonostante le difficoltà dell’essere donna, dell’essere donna nel mondo della musica, dell’essere donna della provincia vicentina nel mondo della musica. Proprio su questi temi si snoda la seconda parte di intervento: non mancano le domande sulla direzione d’orchestra a Sanremo senza “averne i titoli”, a cui Francesca risponde con eleganza di non doversi giustificare visto che i titoli c'erano eccome. “Faccio quello che mi pare, come fanno gli uomini”, conclude per mettere a tacere chi proprio non è riuscito ad accettare la sua presenza a fianco di Emma Marrone sul palco dell’Ariston.
Essere un'artista, in fondo, è anche questo. Fare pop non significa intercettare e ammiccare a una tendenza, ma dare la propria versione delle cose. “Al conservatorio ti insegnano il linguaggio e l’esecuzione, il pop fa quello che vuole”. E, solitamente, chi riesce davvero ad avere successo non pubblica un disco pensando a quanto venderà. Spesso, confessa Francesca, “non capisco perché sento di voler andare in una certa direzione, ma le cose succedono per caso o per caos. Mi piace la dimensione in cui non puoi controllare te stesso, e devi solo viverti”.
“Non rifiutiamo la complessità, conteniamo moltitudini” è uno dei pensieri che continua a frullare in testa e che ha il potenziale di rimanerci ben saldo, mentre il pubblico inizia a lasciare la sala, con il libro autografato e un selfie con l’autrice.
La trama di “Il cuore è un organo” - Mondadori
Non cerco nulla. Non ho bisogno di nulla. Non penso quasi a nulla. È uno di quei periodi in cui vago nella mia vita come potrebbe fare un passante, un turista, un cavaliere errante, un personaggio secondario, sicuramente non come la protagonista della mia avventura, quale dovrei essere fino in fondo e, in fondo, sono. Questa è la storia di Verde, cantautrice poco più che ventenne all'apice del successo con un'innata propensione a sezionare con cura i sentimenti; ma è anche la storia di Regina, vecchia gloria della musica leggera con una naturale predisposizione all'eccentricità; e sì, è anche la storia di Anna, che senza saperlo le ha fatte entrare l'una nella vita dell'altra. Ma soprattutto, è la storia di un incontro tra donne apparentemente molto diverse tra loro, accomunate però da una stessa, viscerale passione per la musica e da uno stesso e profondo dolore, uno di quelli che ti premono sul petto fino a spezzarti la voce e ti fanno desiderare di sparire. Un'amicizia nata un po' per caso e che si trasforma, giorno dopo giorno, in una rivoluzione sotterranea lenta ma inarrestabile destinata a cambiarle per sempre. E a far accettare il fatto che talvolta, proprio quando nulla si spiega più, quando nulla è più incasellabile e ordinato, proprio allora, tutto inizia ad avere improvvisamente senso. Con Il cuore è un organo, Francesca Michielin ci regala una storia tutta al femminile che apre una nuova finestra sul suo mondo, che in parte conosciamo già grazie alle sue canzoni ma che qui, di pagina in pagina, raggiunge un'intensità e una profondità inedite e toccanti.







