Eventi - 26 marzo 2022, 08:30

Giornate del Fai, ecco cosa visitare a Genova e provincia

Trenta "primavere" per le Giornate del Fai che anche quest'anno propongono aperture alla scoperta delle meraviglie del patrimonio culturale. Ecco cosa si può visitare a Genova e provincia

Giornate del Fai, ecco cosa visitare a Genova e provincia

Sabato 26 e domenica 27 marzo tornano le Giornate Fai di Primavera, l’evento dedicato al patrimonio paesaggistico e culturale italiano.

700 luoghi, solitamente inaccessibili o poco conosciuti in 400 città saranno visitabili con un contributo libero (su www.giornatefai.it l’elenco dei luoghi aperti).

Trenta primavere, quest’anno, per le Giornate Fai che, dal 1993, hanno portato quasi 12 milioni di visitatori alla scoperta delle meraviglie del patrimonio culturale italiano grazie all’impegno di 145.500 volontari e 330 mila studenti.

Sette i luoghi del genovese visitabili: dall’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli, a Villa Cattaneo dell’Olmo, sede di Confindustria, per uno sguardo sulle bellezze spesso poco note del territorio.

Ecco in dettaglio i siti aperti al pubblico.

Antica Barberia Giacalone

La piccola Barberia di vico dei Caprettari, nel cuore del centro storico genovese, è uno dei più antici locali della città.

In soli 10 metri quadri di superficie, la bottega aperta nel 1882 conserva ancora gli arredi tipici dell’Art Deco, frutto di una risistemazione del 1922.

Dal 1992, anno della morte di Giacalone, la Barberia venne acquisita dal Fai grazie alla sottoscrizione pubblica della Delegazione di Genova.

Dopo iil restauro e la riapertura al pubblico, il Fai ne ha affidato la conduzione a un noto barbiere genovese  di antica tradizione che ancora oggi, quotidianamente, accoglie i clienti in uno spazio affascinante che appare bloccato nel tempo.

Casa Carbone

Abitata fino alla fine del secolo scorso, Casa Carbone a Lavagna è un documento della dimensione domestica del vivere borghese tra Otto e Novecento.

L’eleganza, sobria e colta, non supera mai la discrezione.

La visita si muove attorno al Salone centrale, unico ambiente di rappresentanza della casa, per poi spostarsi nelle camere e nelle stanze di dimensioni più contenute, arredate con mobili che rispecchiano il gusto per la rielaborazione delle cifre stilistiche del passato.

Ai soffitti, un ciclo di tempere della fine del XIX secolo, racconta temi e figure tipicamente liguri.

Villa Cattaneo dell’Olmo, sede di Fondazione Ansaldo

Costituita nel 2000 da Leonardo, Regione Liguria, Comune di Genova e Città Metropolitana di Genova, è il racconto del patrimonio della Fondazione, primo archivio d’impresa in Italia.

Oltre 100 fondi archivistici di differente provenienza per raccontare la società a partire dalla metà dell’Ottocento e fino ai giorni nostri di imprese come Ansaldo, Bruzzo, Costa Armatori, Dufour, Finmare, Ilva-Italisder, Carmagnani, Fonderie Grondano, Unione Italiana Tramways Elettrici e da altre realtà economico finanziarie.

Il patrimonio di Fondazione Ansaldo include anche una fototeca e una cineteca con

800mila immagini originali, più di 60mila unità archivistiche sulla storia industriale e culturale del Paese.

Castello Mackenzie

Commissionato dal ricchissimo assicuratore Evan Machenzie a Gino Coppedè, il progetto del Castello, per volontà dello stesso committente, è un omaggio alla sontuosa residenza che ricorda la Toscana, in quella che fu un’autocelebrazione del suo potere economico e dei suoi interessi artistici.

Coppedè, appena 30enne, immaginò lo spazio come un antico maniero medievale, con un corpo principale a pianta rettangolare a cui aggiunse un avancorpo. La facciata che si mostra su via Cabella è un rimando al Palazzo Pubblico di Siena: leggermente curva, si alterna con due materiali diversi, pietre e laterizi, con archi ogivali a incorniciare le porte e le finestre.

L’architetto coinvolse diverse botteghe. Per citarne alcuni, la Casa Artistica realizzò diversi mobili, le ceramiche arrivarono dalla manifattura Cantagalli di Firenze su ispirazione robbiana. 

Villa Canali Gaslini

Già sede del Consolato Generale del Giappone, villa Cattaneo Gaslini fu acquistata nel 1942 da Gerolamo Gaslini per farne la propria residenza familiare. Dal 1943 al 47 la villa subì l’occupazione delle trippe tedesche prima e di quelle sudafricane parte dell’Armata Alleata poi.

I Gaslini vi abitarono fino al 1988 quando la Contessina Germana, ultima Gaslini, morì.

Circondata da un parco con vegetazione mediterranea, la villa che vede la mano di Coppedè, affaccia su corso Italia. Una commistione di elementi medievaleggianti in cui ritorna l’elemento fiorentino.

Eremo di Sant’Antonio di Niasca

Situato in un piccolo slargo della valletta, l’Eremo è piuttosto isolato ma facilmente raggiungibile.

La sua storia inizia nel 1317, ma i documenti più attendibili arrivano solo nel 1348. La proprietà per secoli passa di mano in mano fino al 1980 quando la famiglia Piaggio la dona al comune di Portofino.

Dopo un periodo di abbandono, l’Eremo è stato recentemente recuperato per le attività connesse al parco.

Abbazia di San Fruttuoso di Camogli

In una profonda insenatura del Promontorio di Portofino, l’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte è un unicum dell’architettura medievale ligure.

Raggiungibile esclusivamente via mare o a piedi passando per i sentieri del Parco Naturale Regionale, l’abbazia è un piccolo gioiello donato al Fai da Frank e Orietta Pogson Doria Pamphilj nel 1983.

Una storia ricchissima per uno dei siti che più affascina i visitatori, racchiuso in una stretta lingua di terra e protetto dal mare e dai monti.

Redazione

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