Politica - 26 marzo 2022, 17:00

Open Sport, una riflessione sulle difficoltà delle associazioni sportive a ripartire post pandemia (Video)

L'accessibilità allo sport per tutti è stato il tema al centro del dibattito che si è tenuto ieri pomeriggio allo Starhotel President di Corte Lambruschini, organizzato dal coordinatore Liguria Cultura e Innovazione Fdi Giuseppe Murolo

Open Sport, una riflessione sulle difficoltà delle associazioni sportive a ripartire post pandemia (Video)

L'accessibilità allo sport per tutti è stato il tema al centro del dibattito che si è tenuto ieri pomeriggio allo Starhotel President di Corte Lambruschini, organizzato dal coordinatore Liguria Cultura e Innovazione Fdi Giuseppe Murolo, che insieme ai suoi ospiti ha affrontato il tema della ripartenza post pandemia di un settore che ha sofferto più di altri lo stop, in particolar modo per quanto riguarda le associazioni sportive che si occupano di far svolgere le attività sportive ai diversamente abili.



Murolo nel suo intervento ha sottolineato la disparità di trattamento per quanto riguarda i fondi che vengono destinati, troppo spesso dirottati verso il calcio professionistico a discapito di altri sport.

Da tifoso – ha spiegato Murolo - ho un occhio di riguardo nei confronti di una squadra di calcio, però questo non significa che lo sport, visto come rilancio della socialità, anche in un momento post pandemico non sia importantissimo in questo momento. Attraverso lo sport noi riacquistiamo il rapporto con gli altri, riacquistiamo anche un senso di padronanza del fisico e della salute, ci riavviciniamo con gli altri e raggiungiamo quelle soddisfazioni che fanno parte del nostro essere. Lo sport è sempre stato sinonimo di rapporto di socialità, un modo per trasformare l'antagonismo e la concorrenza tra sportivi in amicizia, generosità e ancora più importante in questo momento è lo sport nei confronti dei diversamente abili, che rappresentano la fascia sociale che ha sofferto ancora di più la mancanza di possibilità di fare sport. Da parte di questo governo non arrivano risposte per il rilancio delle associazioni sportive, i ristori sono ai minimi, non certo capaci di dare forza a tutto il mondo del volontariato che gira intorno allo sport dilettantistico”.

A rappresentare le istituzioni era presente l'assessore regionale allo sport Simona Ferro, che sul tema di cosa la Regione possa fare per ridare una spinta allo sport dilettantistico, con riguardo ai diversamente abili, ha commentato: “Bisogna far capire a tutti che lo sport è per tutti, lo sport va al di là di qualsiasi abilità, quindi la Regione deve organizzarsi attraverso un'impiantistica sportiva che sia il più accessibile possibile per far praticare sport a qualsiasi persona, abile o non abile. Cercheremo di attenzionare il più possibile, anche se sappiamo che il Pnrr consisterà in finanziamenti che andranno ai comuni, cercheremo come Regione di poterli intercettare e cercare all'interno di edifici scolastici dove andranno i finanziamenti, a riqualificare o creare ex novo degli impianti sportivi e che ci sia una grandissima attenzione all'abbattimento delle barriere architettoniche. Questo perché lo sport sicuramente è salute, per molti disabili è motivo di vita, abbiamo appena trascorso una stagione meravigliosa per quanto riguarda lo sport compreso quello paralimpico italiano. Questi grandi ragazzi che hanno fatto dello sport la ragione della propria esistenza vanno in giro sicuramente a essere fieri dei loro ori, delle loro medaglie, ma l'importante è che portino il proprio messaggio di vita sempre e comunque”.

Cosa significa per un giovane disabile poter praticare sport lo ha spiegato Matteo Rosso, medico e coordinatore regionale di Fdi. “Io sono prima di tutto un medico, da sempre sono impegnato con associazioni, come l'Anffas, che si occupano di aiutare le persone con disabilità motorie o intellettuali. Noi dobbiamo vincere un sistema culturale per cui la persona con disabilità viene vista come qualcuno da lasciare di fianco. Non è così, basterebbe poco, come abbattere barriere architettoniche, basta avere un bambino piccolo e portarlo con una carrozzina per rendersi conto di quanto è difficile salire sul marciapiede, ma spesso la gente in macchina la parcheggia sui marciapiede non pensando a quando va a piedi e quando va a piedi si arrabbia con chi la parcheggia male. È un fattore culturale, noi dobbiamo cercare di essere vicini a persone con difficoltà, perché le difficoltà possono colpire tutti noi in qualunque momento. Questo vale per lo sport, che è un momento di aggregazione, un momento per fare amicizia, per stare vicini, di salute del corpo, ma è anche un momento di salute per la testa”.

Una riflessione su come i fondi del Pnrr non siano in realtà destinati a sorreggere le difficoltà delle associazioni dilettantistica l'ha fatta il presidente nazionale di Asi, Associazioni Sportive e Sociali Italiane Claudio Barbaro: “I fondi del Pnrr in un momento ordinario sarebbero stati apprezzatissimi, perché una cifra così grande non è mai stata stanziata per l'impiantistica sportiva nel nostro paese, però questo ha fatto passare in secondo ordine la necessità di sorreggere le difficoltà delle associazioni sportive, sia che si occupino di attività ordinaria, che di attività dei diversamente abili. C'è necessità di dare risposta da questo punto di vista, c'è un tessuto slabbrato che è veramente allo stremo. Bisogna assolutamente trovare il modo, al di là che bisogna costruire nuovi impianti, per individuare le forme per ricostruire il tessuto che si è disgregato”.

Redazione


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