Attualità - 08 aprile 2022, 16:00

Rottura insanabile tra Gian Lorenzo Termanini e i gestori del canile comunale di Genova

Pioggia di inviti da decine di associazioni e di solidarietà da parte di centinaia di cittadini alla guardia zoofila più amata della città

Rottura insanabile tra Gian Lorenzo Termanini e i gestori del canile comunale di Genova

Rottura insanabile tra Gian Lorenzo Termanini e i gestori del canile comunale di Genova. Sembra ufficializzato l’addio tra Termanini, volto noto in tutta la Città Metropolitana di Genova, da circa un mese ‘ex’ capo delle guardie zoofile del canile genovese di Monte Contessa gestito attualmente dall’Associazione Una.

Ed è lui a confermare l’ipotesi: “A seguito di varie telefonate ricevute, rispondo che sono andato in un altro ente di protezione animali nazionale dove viene riconosciuta la mia dedizione al servizio”. 

Oltre un mese fa ha fatto scalpore la petizione indirizzata alla Regione Liguria, ‘Noi stiamo con il Capo Nucleo delle Guardie Zoofile di Genova Gian Lorenzo Termanini’ nata spontaneamente alla notizia delle sue dimissioni dal nucleo, creato da lui stesso, nel lontano 2007 e proprio su richiesta dei gestori del canile municipale.

Prima della spaccatura erano già 500 gli animali recuperati dal capo delle guardie zoofile, numero davvero consistente di animali soccorsi, contati tra quelli condotti in strutture titolate per l’accoglienza ed essere assistiti e quelli liberati dopo il soccorso, ma senza necessità di cure veterinarie. Eppure ecco le dimissioni improvvise da questa attività, che hanno suscitato preoccupazione tra i cittadini, che ben conoscono l’instancabile e sempre disponibile Termanini, anche alla luce del fatto che le sue dimissioni sono state subito accettate.

Tuttavia, sono state mosse dal fatto che la situazione era diventata insostenibile. “Fino a ostacolare - si legge sulla petizione con oltre 300 firme raccolte su Change.org - l’operatività delle guardie sul territorio, con un regolamento interno che doveva avvalersi del consigliere del canile che lo coordinasse negli interventi”.

Per il professionista è stata una scelta inevitabile e da subito aveva confessato che quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Così, impossibilitato a lavorare serenamente, ha abbandonato il Nucleo. Oggi ammette di essere ancora chiamato da diversi enti e in questo mese circa sono in tanti ad avergli chiesto di entrare a far parte di un nuovo organico. 

Termanini prima di fondare l’associazione al canile genovese nel 2007 è stato in Enpa e prima ancora Ispettore regionale a Savona. Dispiaciuto per aver dovuto abbandonare ciò che ha creato, ammette che la lealtà per lui è un principio fondamentale, e che una volta infranta non si recupera. Intanto continua a salvare animali: le occasioni non mancano. Assai esperto, conosce molto bene la materia anche dal punto di vista giuridico e ben volentieri offre la propria competenza con consulenze quasi quotidiane. 

Tra gli ultimi recuperi più insoliti, c’è quello di martedì: un’oca salvata a bordo dell’autostrada A10. Lieti della sua presenza, nonostante il ‘divorzio col canile’, tra i commenti sul suo profilo si legge: “Avremmo perso un riferimento importante per l’aiuto agli animali. Fai il tuo lavoro con amore e competenza. Ogni volta che vedo la famosa oca del torrente Sturla ricordo quando la liberasti”.

Rosa Cappato

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