Sono passati 52 anni dalla terribile tragedia della London Valour, il mercantile da 26mila tonnellate che affondò nelle acque di Genova dopo un violento urto contro la scogliera.
Era il 9 aprile del 1970 e nello specchio d’acqua del Porto di Genova si trovava la London Valour.
La nave, pochi minuti dopo le 14 scontrò violentemente la diga foranea, all’imboccatura del porto, scaraventata dalla furia della mareggiata di libeccio.
Un impatto fortissimo che spezzò in due l’imbarcazione e che provocò la morte di 20 persone.
Tantissimi genovesi rimasero a guardare quanto stava accadendo in mare: la nave, spezzata, continuò a essere sbalzata dalle onde mentre l’elicottero dei Vigili del fuoco con a bordo Rinaldo Enrico si alzò in volo per portare soccorso.
Nello stesso momento il comandante della Guardia Costiera Giuseppe Telmon salì a bordo della motovedetta e si prodigò per salvare i marinai.
Oggi la London Valour giace a 90 miglia dal porto, sul fondale, a oltre 2.600 metri dalla superficie. A memoria della terribile tragedia una lapide, sistemata sulla facciata dei Magazzini del Cotone, racconta di quel terribile 9 aprile.
La tragedia della London Valour ispirò anche Fabrizio De Andrè che compose il brano “Parlando del naufragio della London Valour” dove, volutamente, il testo non è cantato ma è slegato dalla metrica e dalla musica, diventando un parlato






