Il popolo di Sampierdarena torna in piazza contro i depositi chimici a Ponte Somalia e, questa volta, sfilerà e dimostrerà insieme ai lavoratori. Segno di una protesta che, negli ultimi tempi, non era stata a toni alti e rinnovata serialmente come in passato, ma tuttavia non certo sopita o diminuita di intensità.
Fermo restando l’attesa che sia la magistratura a parlare, sollecitata dal Municipio Centro Ovest, che si è rivolto a questa. L’appuntamento per la manifestazione è fissato per giovedì 21 aprile, quando il raduno della cittadinanza è stato indicato alle 17,30 in piazza Barabino, praticamente all’ingresso della delegazione per chi proviene da centro e levante.
“Sarà importante per dare forza al Municipio e alle rappresentanze dei lavoratori portuali, di Cgil, Cisl e Uil”, fanno sapere gli organizzatori, ricordando come il 26 aprile ci sarà un’audizione di una rappresentanza dei protestatari in commissione congiunta Trasporti e Ambiente della Camera dei Deputati.
Il Municipio, spiega Fabrizio Maranini, presidente Commissione Seconda Municipio II Centro Ovest, che è stato l’organismo più direttamente responsabile dell’argomento, “ha lavorato molto in tal senso e ora sono fiero perché saremo auditi anche noi, che rappresentiamo la popolazione e i lavoratori, e non solo il presidente di Autorità Portuale del Mar Ligure Occidentale o altri esponenti politici”.
Intanto il manifesto che annuncia il presidio è un’autentica chiamata ad esserci, avvertendo che la protesta è determinata e non si ferma e che la salute dei cittadini non è un bene che si può mettere in vendita. Un manifesto volutamente scuro e cupo e che, almeno in questo caso, pare l’esposizione di una linea programmatica. Del resto proprio la Commissione del Centro Ovest aveva partorito un documento congiunto e condiviso, frutto di identità di idee e vedute tra residenti, sindacati, comitati e associazioni.
Documento che era stato poi approvato a maggioranza presso il Consiglio Municipale di Sala Baldini. Porto e città sono un dualismo indiscutibile e forte per Genova che, al suo scalo, deve moltissimo. Un grande sito di rilevanza mondiale che spesso ha unito anche fortemente la città ma che invece, in questo caso, la sta drasticamente dividendo in una contrapposizione persino trasversale, e decisamente aspra.
La protesta dura da anni e ad alimentarla sono soprattutto i residenti di via Sampierdarena e della zona sul fronte del porto della delegazione. Perché temono la possibilità di disastri che li vedrebbe in prima linea, ma anche un danno all’ambiente, già compromesso dall’intensissimo traffico nella zona. Le loro finestre avrebbero vista sui depositi, che sarebbero spostati un quel punto da Multedo.







