Politica - 27 maggio 2022, 13:10

L'Assessore Piciocchi fa il punto sul mondo sportivo a Genova

Dalla riqualificazione degli impianti sportivi, alla funzione educativa che le attività di gruppo hanno per i ragazzi, passando per Genova Capitale Europea dello Sport 2024: l'analisi dopo questi anni di pandemia

L'Assessore Piciocchi fa il punto sul mondo sportivo a Genova

Pietro Piciocchi, Assessore al Bilancio, Lavori pubblici, Manutenzioni e Verde pubblico del Comune di Genova, ha fatto il punto sulla situazione in cui versa il mondo dello sport e delle associazioni dopo questi anni di pandemia. 

"Sono stati anni di grande intensità nel rapporto con il mondo sportivo. Il Comune è riuscito a far selezionare Genova Capitale Europea dello Sport 2024, questo ci ha fortemente stimolati sul tema dell’impiantistica sportiva. Sono contento perché abbiamo messo a posto molte strutture sportive che versavano in condizioni di grande degrado e ci siamo avviati verso grandissimi progetti: alcuni dei quali sono in corso, come il Palasport, la costruzione della nuova Piscina di Voltri, il nuovo impianto polisportivo Nico Sapio a Multedo; altri sono in progettazione, non meno importanti, come il nuovo Stadio Carlini, che è una realizzazione assolutamente fantastica perché vogliamo che divenga veramente un tempio dello sport. Stiamo anche cercando di rivitalizzare la gestione di Villa Gentile, un’altra struttura di cui noi siamo molto orgogliosi. 

Abbiamo cercato di aiutare con dei sostegni economici i gestori di impianti sportivi che in questi anni hanno subito le conseguenze della pandemia: vogliamo aiutarli perché siamo certi del valore educativo dello sport. Molti ragazzi e molte famiglie hanno bisogno dello sport, vogliamo aiutare le società a recuperare gli iscritti che in molte realtà sono venuti meno durante la pandemia. 

Li abbiamo aiutati con contributi economici, con l’esenzione dei canoni degli impianti sportivi comunali, e per quanto riguarda le piscine abbiamo il grande progetto di intestare le utenze al comune. Sappiamo quanto questo aiuterebbe gli impianti natatori nella nostra città". 

Ci sono state altre categorie sportive più penalizzate rispetto ad altre, ad esempio gli sport di squadra dove c’è più condivisione di spogliatoi?

"Certamente. Penso che tutte le discipline sportive abbiano subito conseguenze pesantissime della pandemia, sia indoor sia outdoor. Ribadisco l’impegno dell’amministrazione: a Genova ci sono 1017 Associazioni Sportive Dilettantistiche, un numero straordinario, molte però non le conosciamo. Dobbiamo impegnarci anche per creare dei meccanismi di rete per superare il particolarismo, che è un po’ il grande difetto della nostra città, perché l’unione fa la forza. Genova 2024 è una grande vetrina da questo punto di vista e un’occasione affinché questo mondo sommerso venga fuori. L’amministrazione non può arrivare dappertutto: può essere proattiva, può stimolare ed essere facilitatrice ma non ha gli strumenti per arrivare ovunque. Dobbiamo rigenerare la qualità di questo rapporto con tutto il mondo sportivo, nella consapevolezza dell’importanza che ha, soprattutto rispetto ai giovani e alla sfida educativa. Oggi c’è un grande problema educativo, e molte volte lo sport può supplire a tanti disagi che i ragazzi hanno, o anche all’incapacità di alcune famiglie di dare assistenza, supporto ed educazione morale ai ragazzi. Su questo l’impegnò deve essere, e sarà, massimo". 

I.P.E.


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