Attualità - 12 luglio 2022, 07:32

Peste suina, Cia Liguria per le aziende nella zona rossa: “Un modulo per richiedere il risarcimento dei danni”

Roggerone: “Chiediamo alle istituzioni di fare presto”

Peste suina, Cia Liguria per le aziende nella zona rossa: “Un modulo per richiedere il risarcimento dei danni”

“Dopo sei mesi dallo scoppio di questa epidemia chiediamo di fare presto - dichiara Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria - La notizia positiva è che si sono sbloccati un po’ di fondi, noi speriamo però che siano destinati principalmente all’aiuto delle nostre aziende che dalla zona rossa hanno avuto il blocco quasi totale dell’attività". 

Ad oltre 6 mesi dalla diffusione della peste suina, per il mondo agricolo ligure si concretizza qualche atto con la parziale dotazione finanziaria destinata  a sostenere gli interventi di cosiddetta biosicurezza, cioè le misure a favore delle dotazioni necessarie a rendere sicure le aziende, rendendole in grado  di riprendere l’attività di allevamento.

Bisognerebbe intanto pagare gli animali che sono stati abbattuti e, successivamente, andare a vedere i danni - continua Roggerone - Basta fare un confronto tra il fatturato dell’anno scorso è quello di quest’anno. Non vorremmo che questi soldi vengano invece destinati solo ed esclusivamente alle recinzioni. I tempi purtroppo si allungano, queste recinzioni saranno pronte forse dopo l’estate e fino ad allora noi continueremo a non avere degli abbattimenti e questo rappresenta un grande problema per tutte le nostre coltivazioni”. 

Dunque per Cia Liguria resta del tutto aperta la questione della riduzione della popolazione dei cinghiali che al momento non ha visto alcun intervento significativo se non quelli realizzati per iniziativa di qualche Sindaco.

“Insieme ai nostri uffici abbiamo predisposto un modulo per il risarcimento dei danni - aggiunge il presidente Cia Savona Sandro Gagliolo - Questo modulo è una cosa nostra ma comunque potrebbe essere ritenuto idoneo dall’istituzioni. Noi lo mettiamo a disposizione per accelerare il raggiungimento del nostro obiettivo affinché le nostre aziende abbiano la possibilità di avere un ristoro per il danno che hanno subito in questa vicenda veramente grottesca e brutta. All’interno della zona rossa non si può fare niente, non si possono abbattere i cinghiali e all’esterno si possono fare degli abbattimenti attraverso una selezione, con le regole precise. Per questo chiediamo alle istituzioni di intervenire in tempi brevi”.

Marco Garibaldi

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