Municipio Ponente - 19 luglio 2022, 15:19

Pra’, l’ampliamento del porto container non viene escluso dal Comune

Interrogazione in Consiglio Comunale dell’esponente di Linea Condivisa, Filippo Bruzzone, all’assessore Francesco Maresca: “Qual è precisamente la posizione di Tursi?”. La replica: “Lavoriamo nell’interesse dell’ambiente, ma anche del lavoro”

Pra’, l’ampliamento del porto container non viene escluso dal Comune

Il Comune di Genova non esclude l’ampliamento del porto di Pra’. E questo è un dato di fatto, al di là dei giri di parole e di tutte le acrobazie che si possono fare, dal punto di vista della dialettica. Sono mesi, se non anni, che ciclicamente l’ipotesi di allargamento della diga verso Ponente ritorna viva: questo andrebbe a pregiudicare notevolmente la spiaggia libera di Voltri, che è la principale del Ponente cittadino.

L’ampliamento dello scalo container di Pra’ esiste in un documento di Confindustria, è visto positivamente dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ed è stato citato dal sindaco di Genova, Marco Bucci, in una delle sue recenti interviste con la stampa cittadina.

Ecco perché a Ponente la temperatura è tornata piuttosto alta (e non solo a livello atmosferico) ed ecco perché oggi pomeriggio se n’è parlato in Consiglio Comunale, grazie all’interrogazione a risposta immediata (ex articolo 54) del consigliere comunale di Linea Condivisa, Filippo Bruzzone, che ha chiesto chiarimenti e aggiornamenti all’assessore comunale con delega ai rapporti con il porto, Francesco Maresca.

Secondo Bruzzone, “in un Municipio, il VII Ponente, dove vivono 62mila persone, circa la metà sono sottoposte a un impatto diretto con la piattaforma portuale e non hanno la minima idea di cosa respirano, né dell’inquinamento acustico a cui sono soggette, anche perché non ci sono monitoraggi in questo senso. Ora, continuiamo a leggere che qualcuno è favorevole all’ampliamento del porto. Noi la riteniamo una pura follia ed è per questo che chiedo quale sia la posizione del Comune e quale sia l’atteggiamento politico rispetto agli enti preposti che hanno tutto l’interesse rispetto a questo allargamento dell’attività”.

L’assessore Francesco Maresca, che durante il precedente ciclo amministrativo aveva più volte negato ogni ipotesi, ha fornito una replica differente rispetto al passato: “Si tratta di infrastrutture nazionali che rispondono alla legge Delrio. Il Comune deve lavorare coordinandosi con la Regione Liguria e con il Ministero delle Infrastrutture. È giusto agire seguendo il piano regolatore portuale, ma anche mettendolo in rapporto con il piano urbanistico comunale. Sull’ampliamento, ci dovrà essere una richiesta specifica a livello nazionale, il Comune si comporterà nel rispetto della popolazione ma anche dei posti di lavoro. Al momento, però, ogni discorso non è attuale”.

Non è attuale ma, evidentemente, c’è: “Il Comune è attento a contemperare ambiente e lavoro, lo ripeto: lavoreremo nel rispetto dei cittadini genovesi e delle indicazioni da parte del Ministero delle Infrastrutture”. Bruzzone ha rinviato il confronto a una specifica Commissione Comunale

Secondo Maresca, “i cittadini hanno gradito le scelte, dal momento che il Municipio è passato al centrodestra”, ma il tema non può essere questo. Parliamo di quartieri dov’è andato a votare appena il 27% degli aventi diritto, come nel caso di Ca’ Nuova.

Quindi, il concetto non è chi ha vinto e chi ha perso, bensì chi ha intenzione di operare nell’interesse della cittadinanza tutta. C’è questa volontà da parte dell’amministrazione comunale? Rimane un quesito a cui si è risposto solamente in parte. C’è troppa convergenza, e anche molto forte, sul tema dell’ampliamento del porto di Pra’ e l’impressione è che il Comune di Genova non farà nulla per mettersi contro, anche senza dirsi direttamente a favore. Ma questo è il modo peggiore per subire una scelta e, soprattutto, farla subire a tutto il Ponente.

Come mai, ultimo quesito, il Comune si dichiara così defilato rispetto all’ampliamento del porto di Pra’, quando invece gioca un ruolo da protagonista, con Autorità Portuale, a proposito dello spostamento dei depositi costieri a Ponte Somalia? C’è qualcosa che non torna. Un approfondimento politico che vada oltre il ristretto tempo di un’interrogazione a risposta immediata appare quanto mai necessario. 

Alberto Bruzzone

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