È stato votato all’unanimità con 38 voti favorevoli la mozione del consigliere Paolo Gozzi (Vince Genova) in merito ai servizi per i rider e per i lavoratori delle piattaforme digitali.
“Il fenomeno dei lavoratori delle piattaforme digitali è sempre più in espansione - si legge nella mozione di Gozzi - I rider riuniti in presidio in varie città italiane, compresa Genova, lo scorso 28 giugno hanno espresso con forza rivendicazioni nei confronti dell’Unione Europea e del Governo, volte a far uscire dall’opacità e da dinamiche di potenziale sfruttamento la condizione dei lavoratori delle piattaforme digitali”.
Lo scorso giugno anche a Genova è andata in scena una protesta dei rider in piazza della Vittoria che da anni chiedono il riconoscimento dei loro diritti. Esiste infatti una direttiva europea volta a regolamentare il lavoro mediante piattaforme digitali che però, ad oggi, non è applicata. Questo perché in molti casi i rider sono costretti a lavorare come falsi autonomi a cottimo.
“Chiediamo alla Giunta di attivarsi, anche promuovendo le opportune interlocuzioni e collaborazioni con le piattaforme di delivery, con i sindacati di categoria maggiormente rappresentativi e con le associazioni di volontariato, affinché possano essere individuati gli spazi e possa essere messa a disposizione dei lavoratori una (o più) “Casa dei Rider”, ossia un luogo accessibile ai lavoratori stessi, ad esempio tramite apposito badge, dove poter riposarsi, ripararsi dalle intemperie, ricaricare il telefono o il mezzo ciclabile, utilizzare i servizi igienici e sanitari”, continua la mozione di Gozzi.
Il consigliere di opposizione Filippo Bruzzone (Lista Rosso-Verde) ha deciso di sottoscrivere il testo presentato in aula aggiungendo:
“Piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della categoria in oggetto, troppo spesso vittime di sfruttamento. Chiediamo che la giunta si attivi e si interfacci con altri enti locali affinché le istituzioni preposte riaprano un dialogo circa il CCNL della categoria in oggetto sia in riferimento alle organizzazioni sindacali sia all’organizzazione datoriale”.






