Sciopero e presidio questa mattina da parte dei lavoratori dell'Iit, l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.
I dipendenti si sono ritrovati questa mattina per le 9 davanti alla sede di via Morego dove hanno dato vita al presidio con sciopero di 4 ore, indetto da Flc Cgil e Usb lavoro privato, insieme alla rappresentanza dei dipendenti dell'istituto.
I sindacati hanno proclamato lo sciopero come "una prima, indispensabile risposta all'irresponsabile ed immotivato atteggiamento di chiusura della direzione della Fondazione alla richiesta dei lavoratori di ottenere finalmente un vero contratto nazionale collettivo di lavoro e l'avvio di corrette relazioni sindacali. Un atteggiamento reso ancor più inaccettabile a fronte del tentativo di mediazione del Prefetto e dell'invito al dialogo votato all'unanimità dal Consiglio regionale ligure pochi giorni fa".
Come ribadito in un comunicato a firma di FLC Cgil Genova e Liguria e Usb Lavoro Privato Genova e Liguria, la partecipazione alla manifestazione e allo sciopero è stata grandissima.
"Dopo 20 anni dalla nascita dell'IIT questo è il primo sciopero dei lavoratori per chiedere l'applicazione di un contratto di lavoro: senza contratto, tutte le materie che insistono sul diritto del lavoro vengono portate avanti unilateralmente dalla fondazione che può decidere su salario, carriera, permessi e quando non c'è una controparte la storia ci insegna che l'Azienda ha le mani libere su diritti e doveri", queste le parole di Stefano Boero della Flc Cgil a margine del corteo.
L’IIT continua a non voler far entrare il sindacato al suo interno, nonostante la vertenza vada avanti da ormai due anni e recentemente ci sia stato il tentativo di mediazione del Prefetto e l'invito al dialogo votato all'unanimità dal Consiglio regionale: “Sino ad oggi la Fondazione si è resa indisponibile al confronto sindacale – dichiara Maurizio Rimassa di Usb – la manifestazione di oggi da un segnale importante e sicuramente continueremo in questa direzione. Non è accettabile che dell’IIT si facciano tutti un vanto quando si tratta di avere una vetrina, considerando anche che la Fondazione beneficia di ingenti finanziamenti pubblici, per disinteressarsene un minuto dopo non verificando quello che accade dentro all’Istituto”.






