"Giovedì non parteciperò alla passerella prevista a Genova per la “finta posa della prima pietra” della diga. Una cerimonia unica nel suo genere perché non c’è nulla di certo e perché il cantiere non c’è. E non potrebbe esserci: la fattibilità, infatti, è ancora in discussione. Peraltro, l’ordinanza della Capitaneria di Porto funzionale all’esecuzione delle indagini geognostiche e delle prove geotecniche sul fondale di imposta dell’opera scade il 15 maggio”.
Lo dichiara il deputato del M5S Roberto Traversi, che aggiunge: “È quindi davvero incomprensibile come, per una simile opera che richiede almeno 10 anni per la realizzazione e che al momento non ha nemmeno un progetto consolidato, si continui a sbandierare la data del 2026 e la compatibilità con il Pnrr. Magari nel 2019 tutto questo non era chiaro, ma a oggi tutto è diventato più che evidente”.
“Se il tracciato della diga dovesse essere rivisto, come è auspicabile, evitando i terreni da consolidare e rimanendo entro la batimetrica – 40 m, come dico dal 2021, si dovrebbe rifare il progetto. Questo sarebbe meno costoso, anche considerato che i traffici prevedibili a Genova nel 2030, compresi quelli attuali, sono stimabili nell’ordine dei 3,5 milioni di TEU, e sembrerebbero troppo limitati per giustificare il costo dell’opera come viene concepita oggi. Un’opera da realizzare per lotti costruttivi, come avviene per le ferrovie più importanti, realizzando le opere al procedere della disponibilità dei finanziamenti. Iter peraltro più sicuro, considerato che con le opere marittime al limite, il disastro è sempre dietro l’angolo”.
“Non vorremmo che il destino della diga dovesse contribuire sostanzialmente alla modifica dei paradigmi della progettazione di settore come è avvenuto nel caso della diga di SINES. Ricordo, inoltre, che la presenza dello spezzone di vecchia diga all’ingresso è inspiegabile e comunque pericolosa. E qui corre l’obbligo di ricordare che Genova ha sofferto abbastanza, in passato, per incidenti navali: la tragedia della Torre Piloti è ancora una ferita aperta”.
“Ben venga la nuova diga di Genova, ma non si punti sull’attuale progettazione. E i soldi del Pnrr siano destinati ad altro, altrimenti non solo saranno guai ma rischiamo di fare una gran brutta figura a livello europeo”, conclude Traversi.






