Politica - 10 ottobre 2023, 17:03

Maxischermo a De Ferrari, l’opposizione attacca: “Non dev’essere la bacheca del presidente Toti”

I consiglieri Candia e Pastorino chiederanno alla Giunta chi sceglie, e in base a cosa, i messaggi proiettati

Maxischermo a De Ferrari, l’opposizione attacca: “Non dev’essere la bacheca del presidente Toti”

Il maxischermo affisso sul palazzo della Regione, concepito per promuovere le bellezze della Liguria, è diventato oggetto di crescente controversia. 

I consiglieri regionali Selena Candia (Lista Sansa) e Gianni Pastorino (Linea Condivisa) attaccano:

“Il maxischermo sul palazzo della Regione, con un'estetica di dubbio gusto, a detta della Giunta regionale era nato per promuovere le bellezze della Liguria. 

Da tempo assistiamo a un uso improprio: dalle proposte di matrimonio si passa a condoglianze funerarie per Toto Cutugno e Silvio Berlusconi. Ora abbiamo messaggi di natura politica, come quello riguardante Israele. Un messaggio a nostro avviso inopportuno, perché ultra semplifica una situazione complessa e dolorosa come il conflitto israelo-palestinese: decenni di violenze, terrorismo, sopraffazioni e migliaia e migliaia di morti, in gran parte civili e bambini, ridotti a uno slogan – dichiara la consigliera regionale della Lista Sansa Selena Candia -. Del maxi schermo si può fare a meno: consuma inutilmente energia (quando il messaggio dovrebbe essere di ridurla, specie se superflua) e deturpa un palazzo storico. E visto che utilizza un bene pubblico e soldi pubblici, abbiamo anche il diritto di vederci chiaro, per questo abbiamo chiesto alla Giunta chi sceglie, e in base a cosa, i messaggi proiettati. Ricordo che stiamo parlando del palazzo di un'Istituzione nella piazza principale di Genova e non – come ha scritto Ferruccio Sansa – della bacheca Facebook del presidente Giovanni Toti”. 

"Non è accettabile che il presidente Toti utilizzi un medium comunicativo che dovrebbe promuovere le bellezze della Liguria per proporre uno slogan, oltretutto poco corretto, su una questione che dal 1948 ha lasciato dietro di sé una scia di sangue e violenza - commenta Gianni Pastorino - la questione palestinese, che in questi giorni infiamma le cronache mondiali, merita ben altra considerazione e ben altra serietà. Se proprio dobbiamo tenere questo maxi schermo di dubbia bellezza, che venga usato per scopi diversi”, conclude.

Redazione


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