Municipio Centro Est - 19 marzo 2024, 13:52

Funivia Stazione Marittima - Forte Begato, continua l’opposizione dei cittadini: sabato corteo per le vie del centro

Dopo la notifica del terzo ricorso, la battaglia per dire no all’opera prosegue con una manifestazione

Funivia Stazione Marittima - Forte Begato, continua l’opposizione dei cittadini: sabato corteo per le vie del centro

Continua l’opposizione da parte di cittadini e comitati alla Funivia Stazione Marittima - Forte Begato, l’infrastruttura che, nei piani dell’Amministrazione, dovrebbe collegare lo sbarco portuale dei passeggeri con l’area collinare alle spalle della città ma che, sin dalla sua ipotesi, ha suscitato perplessità e feroci polemiche.

Cittadine e cittadini di Lagaccio, Oregina, San Teodoro e Granarolo, i quartieri interessati dal posizionamento dei piloni per sostenere il percorso delle cabine, da due anni protestano contro l’opera il cui costo stimato è di quaranta milioni e mezzo di euro e che andrà a sottrarre risorse per la messa in sicurezza e riqualificazione dei forti che, da dieci, sono stati ridotti a cinque, escludendo Sperone e Diamante.

Una battaglia che non manca di comprendere le vie legali con la notifica del terso ricorso al TAR, portata avanti dal comitato informale ‘Con i piedi per terra’; intanto, sabato 23 marzo si prepara una grande manifestazione che porterà i cittadini, le associazioni, i sindacati e i partiti che si oppongono a sfilare per le vie del centro.

A proposito del progetto, non sono mancate le perplessità da parte di alcuni enti, come Arpal, Amt e Soprintenza, che nei mesi scorsi si sono pronunciati durante la Conferenza dei Servizi: dalla mancanza dei necessari approfondimenti geologici, all’incompatibilità con il progetto dei quattro Assi di Forza, dalla richiesta di riduzione delle dimensioni delle stazioni e dei tralicci per mitigarne l’impatto visivo, all’auspicio di un reale confronto con la popolazione.  

Su queste e altre considerazioni si basa il terzo ricorso depositato proprio in questi giorni al TAR e notificato a Comune, Regione Liguria e agli enti coinvolti nel procedimento. 

“Un’azione necessaria per tutelare il benessere degli abitanti della vallata, per difendere il territorio e l’ambiente e per fermare l’ennesimo sperpero di fondi pubblici con opere faraoniche che non rispondono a reali bisogni della città, ma a interessi politici ed economici di pochi” affermano dal comitato Con i piedi per terra. 

“Ma non ci fermiamo alla sola azione legale, continua infatti il nostro impegno a informare sempre più persone in tutta Genova sul progetto e sulle molte ricadute negative che avrà se verrà portato avanti. E a ogni momento di incontro, dialogo e confronto si allarga il fronte che ci sostiene. È palese che il prezzo richiesto alle decine di migliaia di abitanti della vallata e alla città tutta è esorbitante e iniquo se comparato ai benefici collettivi. Gli unici che ne trarranno vantaggio saranno i turisti delle crociere e gli speculatori immobiliari che, grazie a una delibera approvata lo scorso agosto in Consiglio Comunale, avranno il via libera per aprire ristoranti e alberghi di lusso in quei forti che dovrebbero essere patrimonio pubblico di tutte e tutti”. 

“Davanti a un’Amministrazione sorda e che si sottrae al confronto, continuiamo a lottare e a far sentire la nostra voce, insieme alle tante realtà che ci sostengono - come la Rete Genovese dei comitati di cui facciamo parte. L’appuntamento è sabato 23 marzo alle ore 10.00 davanti alla stazione di Principe (piazza Acquaverde) per un corteo che attraverserà le vie del centro fino a piazza Matteotti. 

Una manifestazione per ribadire che Genova non ha bisogno di un’altra mega opera ma di una visione di città che sappia mettere al centro i bisogni dei suoi abitanti, la protezione del territorio e la riqualificazione del suo patrimonio culturale” concludono dal Comitato.

Redazione

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