La toponomastica delle vie e delle strade spesso si lega ad antichi mestieri esercitati nella zona o a episodi storici accaduti in quel luogo.
Lo stesso può accadere anche per interi quartieri e il borgo di Apparizione ne è un esempio perfetto.
Oggi inserito nella periferia nord-est della città, questo luogo alle falde del monte Fasce prima di essere inglobato nella città, era un borgo rurale. Qui contadini e pastori avevano trovato uno spazio ideale in cui portare avanti le proprie attività.
Il nome, secondo fonti storiche, deriverebbe dall’antico toponimo ‘Costa di Parisone’ ma la tradizione popolare vuole che a nominare il borgo, in realtà, sia stato un fatto miracoloso accaduto all’inizio del Trecento, più precisamente nel 1315.
La mattina del 17 maggio di quell’anno, Marietta, una bambina sordomuta dalla nascita, venne mandata dai genitori ad attingere l’acqua a una fonte in un bosco. Arrivata a destinazione, Marietta vide una giovane donna dal manto azzurro, indicarle qualcosa ai suoi piedi: era la Vergine che stava indicando alla bambina una piccola statuetta in legno.
Marietta si chinò per raccogliere il manufatto ma quando tornò a guardare verso l’alto, la Madonna era scomparsa.
La bambina allora corse a casa e, mostrando la statuetta ai genitori, iniziò a parlare correttamente e a sentire ogni suono.
Un miracolo che aveva compiuto la Santa Vergine.
La statuetta miracolosa venne messa al sicuro in un cassettone ma, la mattina seguente, era scomparsa. Fu ritrovata poco dopo proprio dove la Madonna era apparsa a Marietta. Portata nella chiesa di San Giovanni Battista, a Quarto, nuovamente la statuetta sparì per poi essere ritrovata di nuovo nel luogo dell’apparizione.
Presa una terza volta e trasferita in Santa Maria della Castagna, la scultura sparì di nuovo per essere nuovamente ritrovata proprio ai piedi alla fonte, dove la Madonna era apparsa alla bambina.
In quel luogo, dunque, venne costruita una cappella dedicata all’Apparizione che, ampliata nel 1661, venne nuovamente sottoposta diversi interventi nel 1736 assumendo la forma che si può osservare ancora oggi.
Si racconta che in questo luogo si raccolse in preghiera anche Santa Brigida di Svezia, arrivata a Genova in uno dei suoi numerosi pellegrinaggi. La Santa fu autrice di una terribile profezia legata alla Superba: guardandola dal Righi, infatti, ne predisse la distruzione.
Ma finché il Melograno di Campetto continuerà a fiorire, Genova non avrà da temere sul suo futuro.








