Andando a scomodare il proverbiale dito che indica la luna, la nomina di Nicholas Gandolfo a nuovo presidente della V commissione consiliare Territorio e Politiche per lo Sviluppo delle Vallate al posto di Arianna Viscogliosi è un cambiamento apparentemente di poco conto dove, però, la nomina di Gandolfo è il dito e le dimissioni di Viscogliosi sono la luna.
Nella stessa giornata in cui Italia Viva perde i primi pezzi tra coloro che non vogliono abbandonare il sostegno all’amministrazione Bucci, da Palazzo Tursi Arianna Viscogliosi, rappresentante dei renziani nella squadra di governo cittadino, lascia l’incarico in V commissione a favore del collega Gandolfo eletto con 25 voti e la fiducia di Vince Genova, Liguria al Centro, Fratelli d’Italia, Lega Liguria, Genova Domani, Forza Italia e Uniti per la Costituzione. Astenuti il Partito Democratico, la Lista RossoVerde, il Movimento 5 Stelle e il Gruppo Misto.
Si tratta, di fatto, dell’atto che sancisce l’uscita di Viscogliosi dalla maggioranza, un passaggio atteso anche in relazione ai movimenti interni a Italia Viva, divisa tra l’appoggio a Bucci a Genova e la discesa in campo con la coalizione di centrosinistra alle regionali.
Già detto dell’assessore Mauro Avvenente (che molto probabilmente uscirà dal partito per continuare con il lavoro al fianco della giunta), ora resta appeso solo il destino di Davide Falteri, il secondo consigliere renziano eletto in Comune nella coalizione di centrodestra del sindaco Bucci. I rumors lo danno intenzionato a seguire la strada di Avvenente, ma ancora nulla è stato annunciato in via ufficiale.
Sullo sfondo, però, c’è il braccio di ferro tra i renziani e i partiti del ‘campo largo’ (M5S e AVS) che non hanno intenzione di aprire loro le porte della coalizione. Un faccia a faccia che sembra consumarsi proprio in queste ore anche su scala nazionale, con le prime uscite da Italia Viva da parte di chi non manda giù l’alleanza con il centrosinistra. Un nome su tutti: il deputato Luigi Marattin. E con lui i colleghi Emanuele Cristelli (Friuli Venezia Giulia), Valeria Pernice (Verona), Giorgia Bellucci (Rimini) e Alessandro Pezzini (Lodi).
Mosse che la coordinatrice nazionale del partito, Raffaella Paita, ha commentato: “Sapevano benissimo come sarebbe finita in Assemblea il prossimo 28 settembre e come sarebbe finito il congresso e purtroppo hanno preferito evitare la democrazia interna”.






