L’area della ex Facchini di Rivarolo è oggetto di un ambizioso progetto di riqualificazione, che comprende la nascita di un nuovo polo scolastico, di attività produttive di nuova generazione, un parco urbano e spazi destinati allo sport e alla ristorazione. Si tratta della più importante opera di riqualificazione urbana della Valpolcevera, che vedrà sorgere anche il primo Liceo Tecnologico Sperimentale Statale d’Italia. “Il quartiere avrebbe bisogno anche d’altro” è il commento di Enrico D’Agostino, anima del Comitato Liberi Cittadini di Certosa impegnato da anni nelle battaglie legate al territorio.
“Abbiamo asili nido che sono fatiscenti, con liste d’attesa infinite: se non si parte sin dall’infanzia a creare un percorso scolastico adeguato, un liceo è un po’ un progetto calato dall’alto che però non garantisce continuità. Come Comitato abbiamo fatto tante richieste relativamente a quell’area - continua a spiegare - perché secondo noi dovrebbe sorgere qualcosa che possa essere piacevole per tutti, che possa essere utilizzato dai cittadini del quartiere, che siano giovani o anziani”.
Per quanto riguarda la nascita di attività produttive di nuova generazione, D’Agostino vorrebbe che venisse fatta un po’ di chiarezza sul tema: “Avevamo avanzato una proposta di creare dei piccoli laboratori rivolti ai giovani per tramandare mestieri che stanno scomparendo, piccole riparazioni di elettrodomestici magari, per incentivare ad aggiustare anziché buttare via gli oggetti. La Valpolcevera ha sempre avuto tante piccole botteghe artigiane storicamente, ma invece ora si parla di energie sostenibili, biotecnologie industriali e sistemi di software… Il tutto sembra essere collegato al Liceo Tecnologico, che però, quasi sicuramente, sarà frequentato da tanti ragazzi che non sono residenti in questa zona, che spesso fanno fatica a uscire dalle scuole medie con buoni voti”.
“Il progetto, peraltro, prevedeva che il polo scolastico nascesse nell’area industriare vicino a Ikea, poi è stato spostato verso l’area Facchini. Volevamo essere quantomeno coinvolti, invece è stato tirato in ballo il percorso partecipativo, in cui però avevamo espresso a chiare lettere il nostro pensiero, ma non è stato tenuto in considerazione”.
Lo scorso 7 ottobre, il Comitato aveva diffuso una nota in cui, dopo aver fatto il punto sulla situazione dell’area, veniva ribadito: “Il nostro Comitato ha più volte chiesto un complesso scolastico con strutture e spazi adeguati alle diverse fasce d'età a partire dall'Asilo Nido la cui offerta è attualmente insufficiente a rispondere alle esigenze delle famiglie, per giungere , se possibile, a una Scuola Superiore, inseriti in un contesto che preveda Spazi Verdi e Luoghi di Aggregazione. Da tempo sulla stampa cittadina si riporta solo l'idea di un Liceo Statale Tecnologico progettato da ALPIN con la condivisione dell’Ordine degli Architetti, che va a coprire l'ultimo segmento dell'Istruzione . Aspettiamo che il Comune metta in atto i percorsi di confronto, convinca le Ferrovie ad anticipare i tempi ed inizi una fase in cui a Certosa non prevalgano solo le macerie”.






