Politica - 10 ottobre 2024, 19:29

Elezioni regionali, Alessandro Rosson sogna il sorpasso a destra firmato Indipendenza: “Bucci gemello diverso di Toti, bisogna rompere un sistema”

Intervista al candidato presidente del movimento creato dall’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “La destra non è più destra vera perché si è appiattita su posizioni atlantiste”

Alessandro Rosson con Gianni Alemanno

Alessandro Rosson con Gianni Alemanno

Bisogna rompere un sistema”. Alessandro Rosson, candidato alla presidenza di Regione Liguria per ‘Indipendenza’, va subito al dunque anche durante i convenevoli prima delle domande. Non molla mai la presa nella sua strenua lotta contro quella che non riconosce come “vera destra”, nonostante ne faccia parte Fratelli d’Italia, partito che lo ha visto come militante della prima ora.
Adesso, con l’investitura da parte dell’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, fondatore di ‘Indipendenza’, corre in prima linea difendendo i valori di quella che riconosce come ‘destra’, andando contro a un Bucci che vede come “gemello diverso di Toti” e proponendo la sua ricetta per la Liguria tra la cancellazione di Alisa, la redistribuzione degli utili di RFI e un osservatorio per le grandi opere.

Come nasce la sua candidatura alla presidenza di Regione Liguria?
Nasce dai cittadini liguri, in molti mi conoscono nella mia provincia anche come responsabile dello staff dell’ufficio di presidenza e per i ruoli che ho avuto nei partiti di destra come Fratelli d’Italia, sono stato uno dei fondatori. Mi hanno chiesto che cosa fare per noi di destra dato che da una parte c’è Orlando, che è la continuazione di Burlando, e poi c’è un Bucci che di destra ha ben poco. Nasce così l’esigenza di rappresentare un mondo di destra che in Liguria non è rappresentato e andare a intercettare il voto del 50% di indecisi che devono avere un’alternativa credibile

Perché dice che Bucci non è rappresentativo per il mondo della destra?
Fa parte di un sistema, era sempre a braccetto con Toti. È salito anche lui sullo yacht di Spinelli, hanno girato la Liguria con finte inaugurazioni insieme. Lo stesso Bucci dice che avrebbe piacere a lavorare in futuro con Toti e noi siamo quella cosa lì. Noi vogliamo rompere questo paradigma, la Liguria è stata travolta da uno scandalo enorme, derivato da poteri economici che nulla hanno a che fare con noi liguri. Bucci è il gemello diverso di Toti, chiediamo il voto contro quel sistema. Anche su temi come l’immigrazione, che cosa ha fatto Bucci? I porti di Genova e La Spezia sono punti di primo approdo, che cosa hanno fatto per impedire che le Ong scarichino migranti? Non si è intervenuti su Genova che è una città pericolosa, ci sono dei quartieri che sono pericolosi e fuori controllo. Cosa hanno fatto, poi, con i balneari? Hanno promesso molto e fatto niente

Perché vi definite di “destra vera”?
Perché facciamo gli interessi dei liguri, il porto di Genova è stato svenduto mentre dovrebbe essere il primo in Europa e non lo è, per scelte avallate dal Governo, da Toti e anche da Bucci. Sembra quello che non sa niente. Dice che farà quaranta opere, grandi progetti, azzererà le liste d’attesa. E si sveglia ora dopo sette anni? Non si è accorto di quello che succedeva in porta? Se se ne fosse accorto avrebbe dovuto denunciare, se non se ne è accorto è altrettanto grave perché significa che non aveva controllo. Bucci non è credibile, la destra non è più destra vera perché si è appiattita su posizioni atlantiste

Qual è la sua ricetta per la sanità ligure?
C’è un buco di 232 milioni di euro e una Alisa che va chiusa immediatamente mentre Bucci nicchia. Dice che azzera le liste d’attesa, ma iniziamo a dire che le abbatteremo potenziando gli organici e con più risorse. Non promettiamo la luna, facciamo le persone serie. Sulla sanità Toti ha fallito, abbiamo l’ospedale Felettino che aspetta dal 2016 e ora c’è un prato enorme con l’erba alta. Questa è la sanità di Toti e del centro-centro arancione che l’ha sostenuto. Serve un piano finanziario nuovo e pesante, le spese sanitarie levate dal patto di stabilità che Toti ha subito e che Bucci subisce perché non dice niente, come su Alisa. Lo stesso accade per il rigassificatore, Meloni vuole levarlo da Piombino perché il sindaco è di Fratelli d’Italia e Toti ha alzato la mano per proporsi perché è obbediente. E Bucci? Siccome ha accettato le pressioni di Meloni per candidarsi, che cosa farà? Ricordiamoci che aveva detto che non avrebbe preso in giro i liguri e si è rimangiato la parola. Una persona di destra non si rimangia la parola e chi mi dice ora che non lo farà di nuovo? Per noi la parola è sacra

Qual è la vostra posizione sulle grandi opere?
Alla Liguria servono le infrastrutture, però ci vuole anche la trasparenza che manca. Dicono che sono in gran parte già finanziate e non capisco allora perché non partano. Toti è stato nove anni i Regione e ha fatto zero. Le grandi opere sono rimaste sulle carta e costano, noi siamo favorevoli ma ci vuole trasparenza, un osservatorio regionale che monitori ogni passaggio”.

Sentendola parlare sembra che il vostro avversario sia più a destra che a sinistra…
Dobbiamo essere di pungolo per la coalizione di centro a trazione arancione. Chi vota a destra vota Indipendenza. Tutti gli ex arancioni sono con Bucci. Da Lauro a Menini passando per Ratti e Scajola sono tutte persone che erano fedelissime di Toti e si sono riciclati. Lo stesso Fratelli d’Italia è un partito di centro. A destra c’è un’esigenza di coprire un vuoto elettorale creato per scelte di Meloni. E siamo certi che verremo votati”.

Perché un elettore dovrebbe scegliervi?
Perché il sottoscritto è incensurato e perché metteremo a disposizione di tutti la nostra competenza, la nostra onestà e la trasparenza. Non abbiamo promesso niente in campagna elettorale, mentre tutti lo fanno. Promettiamo il nostro impegno, tutto sarà pubblico perché la Regione deve diventare una ‘casa di vetro’. Dobbiamo realizzare progetti per i liguri senza prenderli in giro come ha fatto Toti

Se fosse eletto quale sarebbe il primo punto sulla sua agenda?
L’immediata chiusura di Alisa, poi chiamare RFI e, nonostante ci sia un contratto in essere, serve l’immediata regolarizzazione. Le decine di milioni che incassa alle Cinque Terre devono essere ridistribuite sul territorio. E poi sconti per pendolare, lavoratori e anziani

Pietro Zampedroni


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