Attualità - 05 maggio 2025, 08:00

Botteghe storiche e locali di tradizione - ‘Il Bottegone’ di Sestri Ponente: un'icona di storie e sapori che si tramandano da oltre un secolo

Una storia che inizia nel lontano 1922, tra legumi sfusi e oggi con il prosciutto cotto 'San Giovanni', dove qualità e rapporto umano sono al centro. Sempre al servizio del quartiere, tra spesa a domicilio e supporto agli anziani nel trasporto della merce: così il negozio diventa un presidio al fianco della comunità

A Sestri Ponente, precisamente in via Casimiro Corradi, c’è un angolo di quartiere che da quasi un secolo racconta la storia della comunità attraverso profumi, parole e prodotti scelti con cura: è Il Bottegone, la bottega di generi alimentari e non solo, nata negli anni Venti e ancora oggi attiva grazie alla passione, alla cura dei dettagli e alla professionalità della famiglia Faino

La storia dell’attività inizia negli anni Venti e ancora adesso i proprietari di allora posseggono i muri",  acconta Francesco Prestia, attuale gestore insieme alla moglie (e titolare) Margherita Faino. “Lo hanno fondato due sorelle e due fratelli, e poi, col passare del tempo, sono subentrati mio suocero e mia moglie, nel 1993. Io ho rilevato la parte di mio suocero nel 2004: da allora siamo noi due a portare avanti il negozio. Il nome è sempre stato ‘Il Bottegone’ e non è mai cambiato”. 

Dal 1993, la famiglia Faino ha mantenuto viva la tradizione, unendo il sapere di bottega alla capacità di adattarsi ai tempi. Una ristrutturazione nel 2017 ha modernizzato gli spazi, lasciando però intatti i segni del passato: “Abbiamo mantenuto il bancone in granito e il compartimento dei legumi, che ha più o meno sessant’anni di vita. Mostriamo sempre il meglio di noi stessi", afferma Prestia.

Il negozio è celebre in quartiere per la varietà dell’offerta: dai legumi sfusi al prosciutto cotto San Giovanni un signor prosciutto, che abbiamo portato noi a Sestri e che oggi abbiamo solo noi”, sottolinea Prestia. L’identità del Bottegone, però, va oltre i prodotti, diventando un luogo dove il rapporto umano è centrale: “Abbiamo clienti che venivano da bambini negli anni ’50 e ora tornano da adulti. Ci chiamiamo per nome, non è un rapporto freddo come quello del supermercato. Qui si viene per la qualità, ma anche per la fiducia. E poi, i nostri prodotti sono equilibrati alle esigenze e alle tasche di tutti, sia per chi si può permettere di spendere un po’ di più, e chi, invece, ha delle possibilità differenti”, chiarisce. 

Con la diffusione dei supermercati e l’arrivo di Esselunga a Sestri, il contesto commerciale si è fatto più competitivo. Ma Prestia non si scoraggia: “Ogni albero fa ombra, ma noi abbiamo la nostra qualità. Le persone del quartiere sanno cosa trovano da noi. Camminiamo lungo la nostra strada e non cambieremo filosofia. Noi qui, qualsiasi cosa non va bene, ci mettiamo sempre la faccia”.

Un punto di forza del negozio è il servizio alla comunità, soprattutto per gli anziani:Portiamo la spesa a casa, anche a chi abita in zone alte come Monte Timone. Durante il Covid siamo stati tra i pochi a consegnare il giorno stesso. Una signora mi ha fatto commuovere ringraziandoci per quel servizio. Ricordo che i supermercati non potevano andare subito, mentre noi il giorno stesso andavamo a portare la spesa a casa - afferma Francesco sorridendo con un filo di emozione tra le parole -. Tante persone, poi, le accompagniamo a casa perché hanno la borsa pesante e li aiutiamo. Noi abbiamo dei valori e ci crediamo fino in fondo: li perdessimo, saremmo spacciati”. 

Dietro l’attività, l’impegno quotidiano è importante, anche fuori orario: “Quando chiudiamo, restiamo ancora dentro a sistemare tutto. Dietro c’è un lavoro immenso”, dice Prestia. Ma la soddisfazione arriva ogni giorno “quando i clienti tornano e ci dicono che hanno apprezzato quello che abbiamo consigliato. È una vittoria”, aggiunge. 

E sul futuro? “Saremo sempre qui, io, mia moglie Margherita, Claudia Raviolo e Rita Ravera, cercando di essere sempre ottimisti. Per i nostri figli, speriamo possano scegliere un’altra strada: è un grande sacrificio, ma noi lo facciamo volentieri, per chi ogni giorno ci sceglie”. 

Federico Antonopulo

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