Attualità - 07 maggio 2025, 21:02

Verso il nuovo Papa - Dal comignolo è fumata nera: mai nella storia è stato eletto il Vescovo di Roma alla prima elezione

Previste domani altre quattro votazioni e saranno necessari ottantanove voti in totale, precisamente la maggioranza dei due terzi delle preferenze, la più importante della storia considerando la presenza di centotrentatré Cardinali elettori

Foto Vatican News

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Dal Conclave è fumata nera: così l'intero mondo rimarrà con il fiato sospeso ancora per un po', o quanto meno fino a domani, per sapere chi sarà il futuro Santo Padre, che si troverà ad affrontare un'eredità importante lasciata da Papa Francesco, scomparso lo scorso 21 aprile. Nella giornata di domani, quindi, sono previste due fumate al mattino e due fumate al pomeriggio. 

La fumata intorno alle 21.00, mentre era attesa intorno alle 19.00, ma secondo quanto trapelato ci sarebbero stati dei ritardi durante i riti prima della chiusura della porta della Sistina.

Un'attesa lunga, che si è protratta per oltre due ore, ma non è la prima volta: il 12 marzo 2013, l'anno dell'elezione di Papa Francesco, dopo la pronuncia dell'Extra Omnes alle 17.33, si attese fino alle 19.41 per la fumata che fu nera, esattamente due ore e otto minuti dopo.

Mai nella storia è stato eletto il Vescovo di Roma alla prima elezione: così, domani, i centotrentatré Cardinali torneranno a votare, precisamente quattro volte, finché non si raggiungerà la maggioranza dei due terzi delle preferenze, la più importante della storia, per un totale di ottantanove voti. 

Una piazza, quella di San Pietro, gremita a dir poco: in totale sono presenti trenta mila fedeli, ma il flusso è in continuo aumento. 

Con l'Extra omnes pronunciato oggi pomeriggio dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Diego Ravelli, che ha chiuso la porta della Cappella Sistina, aveva preso via ufficialmente il conclave per eleggere il 267esimo Papa. 

"Prometto e giuro di osservare il segreto assoluto con chiunque non faccia parte del collegio dei cardinali elettori, e ciò in perpetuo, a meno che non ne riceva speciale facoltà data espressamente dal nuovo pontefice eletto o dai suoi successori, circa tutto ciò che attiene direttamente o indirettamente alle votazioni e agli scrutini per l'elezione del sommo pontefice": questo il testo del giuramento che hanno prestato nella cappella Sistina i centotrentatré cardinali elettori, di sessantasei Paesi diversi e da tutti i continenti: cinquantatré europei con diciassette italiani.

Un numero importante quello dei cardinali elettori, dovuto per effetto delle modifiche apportate dai papi recenti, in particolare da Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco, che hanno progressivamente ampliato il Collegio cardinalizio.

Infatti, tradizionalmente, il numero di cardinali elettori, precisamente cioè sotto gli ottant'anni, abilitati a votare in conclave, era fissato a centoventi da Paolo VI nel 1975.

Come funziona il Conclave: 

Per essere eletto, un cardinale deve ottenere una maggioranza qualificata dei due terzi dei voti. Nel 2007, Benedetto XVI ha modificato le regole, abolendo la possibilità (introdotta da Giovanni Paolo II) di passare alla maggioranza semplice dopo numerosi scrutini. Attualmente, ogni giorno si tengono fino a quattro votazioni, con la famosa fumata bianca che segnala l’elezione.

Federico Antonopulo

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