Attualità - 21 maggio 2025, 08:00

Quando sport, gioco e tecnologia si incontrano, Andrea Lucchetta: "Il divertimento è la chiave per far muovere i giovani"

Intervista al campione e volto storico della pallavolo: "Ai ragazzi dico: giocate. Perché giocare vuol dire esplorare, imparare le regole, confrontarsi. Serve curiosità, voglia di fare tante esperienze diverse". E poi il ricordo che lo lega a Genova: "Ho consegnato sotto la Lanterna l'ultima maglia da capitano alla mia famiglia. Adesso ritorno qui, con dei nuovi progetti"

Dalla voce di Lucky, il cartone animato di Rai Yoyo, alla realtà aumentata di 'GymGamEnt', il passo è breve; anzi, è un balzo. Lo sa bene Andrea Lucchetta, campione del mondo di pallavolo e icona della celebre 'Generazione di Fenomeni'

Andrea 'Lucky' Lucchetta ha scritto pagine indelebili dello sport italiano con trecentocinquanta presenze in Nazionale e un palmarès straordinario, culminato nell’oro mondiale del 1990, di cui fu MVP. Dopo una carriera costellata di successi nei club e in maglia azzurra, è diventato uno dei volti più noti della divulgazione sportiva, autore e voce di progetti che uniscono tecnologia, gioco e movimento.

E oggi, fra i tanti impegni che porta avanti non sono nel sociale, è anche ambassador del progetto ideato da Riccardo Cangini, che fonde tecnologia, gioco e attività motoria, e che sarà tra i protagonisti dell’edizione 2025 della Festa dello Sport, in programma al Porto Antico di Genova dal 23 al 25 maggio.

Il suo obiettivo? Riaccendere nei giovani la voglia di muoversi. E farlo attraverso una piattaforma che unisce la dimensione digitale all’esperienza fisica reale. “Gioco e divertimento: è questo che porto attraverso la mia figura di Lucky, il personaggio dei cartoni animati su Rai Play e Rai Yoyo. I bambini lo vedono giocare a spikeball nelle piazze, e lo stesso Lucky ora diventa uno smart coach digitale che li spinge a muoversi, a giocare" racconta

Il nome è ibrido, ma il concetto è semplice: un videogioco senza joystick, né schermi da toccare. Si gioca con il corpo, si gioca muovendosi: “È un’esperienza unica al mondo: un cartone animato e un campione del mondo, animato a sua volta, che coinvolgono i bambini in percorsi motori reali, come il gioco dello spikeball e la schiacciata - afferma Lucchetta -. Entri in una cornice digitale dove fai attività fisica inconsapevole ma efficace. Senza mani, senza console, sei protagonista delle tue azioni attraverso l’intrattenimento e ostacoli virtuali che stimolano attenzione, resistenza, capacità aerobica". 

Il progetto è già in corsa in diverse località italiane, come l’Elba e Lucca: “Abbiamo visto che i bambini mantengono una capacità aerobica pazzesca: in quattro minuti di attività raggiungono dai 90 ai 120 battiti al minuto - precisa-. Il consumo calorico è perfetto. Possono sfidare anche i genitori, riscoprendo quella competizione sana che ti spinge a muoverti". 

Non solo gioco, ma anche monitoraggio: attraverso l’intelligenza artificiale, GymGamEnt potrà fornire dati reali sull’accrescimento dei bambini: “Se un bambino gioca con me, io so esattamente com’è lo sviluppo del suo corpo. Misura ossa, braccia, struttura. Si allena in autonomia, secondo le sue abilità motorie. È uno strumento che ha un potenziale enorme", sottolinea Lucchetta. 

Ma il cuore del progetto è, anche, sociale: combattere l’isolamento e la perdita di coordinazione, eredità del lungo lockdown imposto dalla pandemia: “Il Covid ha chiuso i bambini nelle loro ‘cornici digitali’. Ora non sanno più coordinarsi, hanno paura del pallone. Su 35 mila bambini della scuola primaria, in diversi non riescono nemmeno a fare un semplice gesto motorio coordinato. Dobbiamo liberarli, risvegliare in loro la voglia di muoversi in modo creativo". 

GymGamEnt propone un ponte tra tecnologia e socializzazione. Allenarsi a casa per migliorarsi e poi affrontare il confronto con il gruppo, senza ansia da prestazione: “Io posso allenarmi da solo, migliorare, diventare più rapido, più coordinato. E quando arrivo davanti al gruppo classe, sono più pronto. Questo è il potere del videogioco attivo". 

Da sempre impegnato nella promozione dello sport come 'Atleta Illumina' per Sport e Salute, Lucchetta lancia un messaggio chiaro ai giovani: “Il consiglio che fornisco è semplice: giocate. Perché giocare vuol dire esplorare, imparare le regole, confrontarsi. Anche con i vecchi giochi di fantasia. Serve curiosità, voglia di fare tante esperienze motorie diverse. Io, da ragazzino, grazie ai Giochi della Gioventù ho praticato sette sport diversi. Quel bagaglio mi è servito per tutta la vita". 

Inclusione è un’altra parola chiave: anche chi ha disabilità deve poter partecipare, e lo può fare con il sitting spikeball: “Giocare da seduti, usando bacino e mani, è una figata. Lo propongo anche nelle scuole primarie: abbassiamo la rete, e via. È un cambio di mentalità, non una competizione. Così si impara anche cosa vuol dire muoversi in modo diverso, e si impara a rispettarlo". 

Ora GymGamEnt sbarca a Genova, città dal forte valore simbolico per Lucchetta: “A Genova ho giocato la mia ultima partita e ho consegnato la maglia da capitano campione del mondo e d'Europa a mio padre, alla mia famiglia, sotto la Lanterna. Ora torno con nuovi progetti: coinvolgere le scuole in una sfida. che li vedrà protagonisti. I bambini si alleneranno da casa, e i migliori, selezionati in modo anonimo, verranno rivelati solo alla fine. Si sfideranno sul palco, e premieremo i rappresentanti di classe più attivi".